Come tutto cominciò – ovvero come mi resi conto che, oltre a prediligere lo scrivere i miei pensieri per cercare di capirli meglio, capii che ero e sono tutt’ora un coglione

Le parole non possono descriverlo, le parole sono troppo oggettive, le parole dicono troppo poco.
Bisognerebbe guardarla con gli occhi di chi ne è perduto, di chi non aspetta altro che lei si volti e vi porga il suo sguardo in una lezione universitaria, di chi nonostante tutto non riesce e non può dimenticare quel giovedì. Può apparire ingrato dirlo, ma in quattro anni non sono mai stato tanto vicino a una donna. E anche questa parola, “vicino”, che ha molti significati, non può cogliere quello che si dovrebbe dire per intendere quello che sento.
Fare tutto senza fretta non è la regola, non è una precauzione né tanto meno la cosa giusta; per meglio dire, può essere tutto questo, ma è molto di più. Anche se alle volte può apparire come una scusa…ma tutto cambia quando alla mente riaffiora quella stanza, quel profumo, quella sera. Quelle mani, che si intrecciavano così spontaneamente da far quasi paura, quei visi che si scoprivano in quel dolcissimo momento e che sembravano conoscersi da sempre, in quello sfiorarsi. Quella bocca, quel collo, baciato come fosse cristallo fragilissimo, non può essere dimenticato.
A volte, anzi spesso, la penso, e quando la penso, sorrido. Sorrido, ed è il sorriso di chi ricorda tutto perfettamente e non vuole dimenticare, non può e non lo farà per il resto dei suoi giorni. E’ il sorriso di chi ripercorre ogni attimo, di chi sa che sebbene fosse stato un gesto istintivo, naturale, sa anche che non può essere stato tutto solamente il frutto della circostanza. E’ il sorriso di chi vuole la conferma di tutto questo, ma per averla è disposto ad aspettare ogni momento, minuto, ora, mese; disposto ad aspettare tutto il tempo necessario.
Ma quel sorriso…e quante poche parole!, nemmeno nostre, ma ripetute da chi non era più, no, non servivano parole in quel momento, perché quello che c’era già bastava, ed era tutto lì. Quel leggero tremolio di tutto il suo corpo, di tutta la sua persona, non può essere bugia. Le parole ingannano, le parole sono vuote, come gli spazi all’interno delle singole lettere, e anche più. Il corpo, al contrario, non può tradire, e nemmeno l’attore migliore di questo mondo riuscirebbe in una tale situazione a nascondere i propri sentimenti.
Quello che la parola tace, il corpo lo dice.
Sfo
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