Anche le donne, di tanto in tanto, devono usare il bagno (Ovvero come fare dello Sfo una macchina da guerra).

Oggi vi voglio raccontare la storia di una festa che, sia io che lo Sfo, avevamo atteso per lungo tempo, pure con motivazioni diverse.
Laddove la mia motivazione era legata al fatto di poter salire su un cubo e provarci con chiunque con la mia faccia da Shpalman, per lui sarebbe stata più un’occasione per distrarsi da quella che al tempo era l’insostituibile donna della sua vita.
Quella sera c’era anche un terzo compare, il quale però non è mai stato molto a proprio agio con l’ambiente discotecaro.
Quindi, laddove quest’ultimo si sentiva semplicemente fuori contesto, ed è quindi comprensibile che non sia riuscito a combinare cose “turche”, il prode Sfo aveva piuttosto qualche freno, che fino a un certo punto ha funzionato pure su di me impedendomi di andare a provarci con le altre.
Questo finché non ho preso in mano la situazione e me ne sono andato da solo in mezzo a quattro ragazze, per incassare uno dei poker di 2 di picche più clamorosi che la storia ricordi e tornare dai miei compari con lo sguardo fiero di chi ha perso ma non ha mai mollato. Rispetto per chi osa.
E fu proprio allora che inquadrai il problema dello Sfo: lui idealizza le donne.
Una delle sostanziali differenze tra me e luui è questa: secondo me le donne devono pure usare il bagno, devono fare “quella grossa”, secondo lui evidentemente non era così.
Da lì in poi, tutto ciò che racconto lo faccio con la felice confusione di chi sente di aver creato un mostro che sta distruggendo tutto intorno a sè.
Ricordo di aver preso due nostre amiche molto carine (altrimenti non avrebbe mica avuto effetto la mia tattica), e di aver chiesto loro di dire ai miei due compari che anche loro, di tanto in tanto, si riconciliano con la vita mentre leggono un giornale sedute sulla tazza del water.
E’ stato straordinario. Lo Sfo è diventato verde, è partito a razzo e tenerlo alla larga dalla pista era un casino, voleva provarci con tutte indistintamente, era diventato una macchina da guerra costruita nell’età del bronzo (e quindi ancora da affinare, visto che le frasi che usava per attaccare bottone erano quanto di più brutto fosse concepibile umanamente).

Situazione: ragazza seduta da sola ad una festa.
Approccio dello Sfo: “Sei da sola?”
NO, CAZZO, STO PARLANDO COL GRILLO PARLANTE CHE STA SOPRA LA MIA SPALLA, MA COME SI FA, DICO IO, A NON VEDERLO?
Era da sola caro: 30 e lode per esserci andato, come ti dissi quella volta, ma c’è ancora da lavorare sulle tattiche.
Con questo cosa voglio dirvi, bambini?
Che il vostro sentimento non è sincero, semplicemente tendete a mettere la donna su un piedistallo, quando la donna fa tutte le cose che facciamo noi bambini: rutta, beve birra, dorme e quando si sveglia al mattino ha l’alito che sa di uovo marcio. E, indovinate, è pure struccata! Brr
Non idealizzate la donna, proponetele un’uscita prima che sia troppo tardi, ovvero prima che lei possa dire che “Io pensavo che fossimo amici!”.
PALLE, COPIOSE PALLE, svegliatevi bambini, i due di picche ci fanno capire dove sbagliamo e come migliorarci, sono parte integrante del nostro processo formativo ed è sacrosanto che ce ne pigliamo qualcuno.
E vi lascio con questa pillola: un giorno una ragazza rifletterà su quel due di picche che vi diede tanto tempo fa, e mi piace essere convinto che sia consapevole che avrebbe potuto tirare fuori ben altra carta, invece di lasciarvi andare senza darvi mezza possibilità.
Beppe

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