L’amore ai tempi del calcetto

L’amore è come una partita di calcetto: spingi sulla fascia, passala di più (la palla), tutti a dire al protagonista dell’azione cosa fare, consigli su come giocare meglio. E da esterno spettatore risulta ancora più facile capire come comportarsi.
Esattamente come nell’amore.
Ne sei fuori, e capisci tutto alla perfezione; ne sei dentro, e non sai più nemmeno da che parte sei girato, quale sia il tuo ruolo, chi tu sia.
Nel calcetto come nell’amore, molto spesso, vien da pensare che sarebbe stato meglio “tirare di prima”, e forse la palla sarebbe andata in rete.
Perché proprio il calcetto? Perché è genuino, si prendono le botte vere e chi cade a terra si è fatto male davvero, nessuna strategia di perdita di tempo, non si guadagnano soldi ma, anzi, se ne spendono (“Ergo, su da terra, che alle 10 ci spengono le luci!”), e chi gioca si diverte – niente di più lontano dai campi con le magliette sponsorizzate e blasonate. Chissà come mai i “calciatori” hanno relazioni con femmine di plastica. Mondo corrotto quasi del tutto ormai.
Sfo
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