Meritato riposo – per tre giorni – ma prima un’ultima riflessione

Dal momento che la giornata – LE GIORNATE – e precisamente le ultime tre non sono state ciò che si potrebbe definire come “sopportabile/che permetta di uscirne illesi e/o quantomeno mentalmente stabili”, vi lascio una riflessione nata da poco grazie a una amica nonché collega a lettere. E’ una riflessione che ho maturato solo soletto nella mia casetta, ma sono sicuro che il buon Beppe condivida – e posso parlare anche a nome suo, eravamo in trincea insieme in quella maledetta aula caminetto…Momenti ancora vivi nella nostra testa, eserciti in marcia per l’Europa a suon di tamburi e fucili ad avancarica, quei tempi in cui c’erano ancora re capaci di morire sui campi di battaglia…Sembra ieri…
E invece era oggi pomeriggio. Va beh, in culo a storia moderna, che sia andata bene o male – per ora siamo in vacanza – e vi lascio alla riflessione.

Bea: Non sono una donna da sposare, non so sbucciare né patate né carote.
Sfo: Toast. Ci basta il toast. [cit. necessaria “genio di internet del video in cui è al telefono con la morosa]
Bea: Davvero…? No, aspetta, era un doppio senso?
Sfo: No, gli uomini di oggi si accontentano di poco, a tavola. E non vedo il matrimonio come qualcosa di necessario, anche perché so cucinare – e ho bisogno di una donna che mi ami, non che sappia cucinare gli spaghetti. Anche se è più facile trovare una donna che ami gli spaghetti, ma va beh.

E per fare “più bello” (cit. mio nonno), chiudo con una frasona a effetto che si usa dire fra coloro che producono e vendono le stampe di personaggi famosi. Ai poster l’ardua sentenza.

 

Sfo

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