Riflessione scomoda (provate voi a scrivere al pc appoggiato a un tavolinetto ikea mentre siete seduti su un materasso messo per terra)

Grazie a un ragazzo conosciuto sabato sera in quel di Alessandria (grazie al Beppe), ho riflettuto su una cosa. Tutto è nato dalla visione di un pezzo del film “Interstate 60”, film che vale la pena di vedere, anche se quel pomeriggio dovete studiare per un esame, anzi, soprattutto se dovete studiare.

Ho visto lo spezzone in cui il ragazzo (penso il protagonista del film, penso perché non ho ancora visto tutto il film) carica sulla sua spider rossa un autostoppista, ben vestito, e che mette subito in chiaro le sue condizioni, valenti fino all’ultima parola perché paga il viaggio al ragazzo fino al punto dove vuole farsi lasciare.
Mentre sono in auto lungo la statale 60, dopo un acceso diverbio fra l’autostoppista e un barbone (che avrebbe “lavorato per del cibo” – “Will work for food” – mentre avrebbe solo voluto dei soldi per alcolizzarsi ancora un po’) l’uomo, Bob Cody, rivela al ragazzo il perché della sua totale sincerità. Lavorava per la pubblicità, pagato per dire bugie. Un giorno, un bambino morì a causa di quelle bugie, e per lui fu come una rivelazione. Il passo successivo fu la “condanna a morte” della nicotina, che lui ringrazia per avergli fatto capire di impiegare al meglio il tempo che gli sarebbe rimasto. E il punto è proprio qui.
Per quanto geniacci della fisica e filosofi inarrivabili facciano pensare diversamente, il genere umano è lento di comprendonio, tardo a capire, il più delle volte ci vuole la catastrofe per rendersi conto che si sarebbe dovuto fare in ben altro modo – diciamocelo, il più delle volte si sapeva, e bene, che andando avanti in quel modo di sarebbe finiti esattamente così, ma non voglio parlare qui di multinazionali e affari di denaro. Il più delle volte ci vuole, anche nel piccolo mondo di una persona soltanto, una situazione che ci metta davanti a come stiano in realtà le cose…Ma è pure vero che non sempre, e non tutti, riusciamo a fare tesoro di quello che abbiamo vissuto. A volte basta un tumore o una gamba rotta a farci capire cosa sia la vita, altre volte no.
Ed è pur vero che il genere umano è permaloso e la verità gli fa male. Perché se solo ci si rendesse conto che la vita è già spacciata di suo anche senza incidenti o mali incurabili, io credo che le persone prevarrebbero sulla gente e inizieremmo tutti a stare un po’ meglio e a vivere in un mondo che potrebbe anche essere il migliore di quelli possibili. Se ci rendessimo conto che è vero, alla fine si muore, inizieremmo già da ora a vivere in ben altro modo, ma la gente allontana il pensiero della morte perché è brutto, macabro, meglio il più tardi possibile, meglio vivere adesso che pensare al poi – ma se avete pensato all’ultima frase, è proprio la consapevolezza di dove si finirà dopo tutti i nostri progetti che ci farà cambiare. C’è chi dice che non avrà mai la possibilità di realizzare i propri sogni, perché poi, a un certo punto, bisognerà trovare un lavoro, farsi una famiglia, quel tipo di cose. Ma è davvero quello che vogliamo? Non intendo dire qui che siano legami sbagliati che non ci permettano di fare nulla, dopo, perché la nostra vita sarà tornare alla propria casa, tutti i giorni, dopo una dura giornata di lavoro, e poter veder sorridere la persona più cara al mondo – e perché no, qualche piccolo demonio che non sa altro che fare danni e per il quale non riusciamo a fare altro che volergli bene comunque. Intendo dire…E’ davvero quello che vogliamo? Credo che dovremmo arrivare a capire che non siamo eterni, e il tempo che abbiamo è davvero una nullità, perché ci siamo alzati cinque minuti fa, erano le nove?, le dieci?, e sono già quasi le sedici. Se si arrivasse a capire questo, non avrebbe più senso essere ipocriti, perché la bugia altro non è se non qualcosa che si dice per rimandare a poi un problema. Se si arrivasse a capire questo, non butteremmo anni della nostra vita in qualcosa che non ci piace e non ci è mai piaciuto, solo per comodità economica o personale, per non andare contro a chi ci vorrebbe vedere lavorare subito dopo la laurea. Se si arrivasse a capire questo, non spenderemmo tempo con persone che, perché no, ci dicono di sì in faccia ma “no” appena ci voltiamo: nessuno ci rimborsa il tempo che abbiamo speso, perché è davvero una spesa, e non importa se è speso bene o malissimo. Se arrivassimo a capire questo, riusciremo anche a realizzare ogni nostro sogno, e magari insieme alla nostra famiglia, e magari grazie anche al nostro lavoro, perché se arriviamo a capire una cosa così semplice ma non banale, e così importante, potremmo anche riuscire a fare il lavoro che abbiamo sempre sognato, perché ci abbiamo creduto. Potremmo anche avere una famiglia con una donna che ci ama.
Ma la gente fa davvero, davvero fatica a credere che sia possibile, anche perché la gente fa sempre fatica a credere, o di solito crede a ciò che gli dicono di credere, e sono sicuro che dopo aver letto qualcosa come questo mio pensiero saprebbe solo dirmi
“Svegliati. Basta sognare.”
Sfo
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