Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane [Socrate]

Frase esatta e che condivido, nella formulazione di Socrate (anche se la troverete, del tutto snaturata, sulla bacheca di qualche cuore femminile infranto o femminista fondamentalista nella forma “Più conosco gli uomini, e più amo i cani”). D’altra parte, essendo un filosofo, poteva permettersi frasi così, ad effetto, che suscitano la riflessione ma che siano brevi. Ma dal momento che io filosofo non sono, e pure mi interessa andare alle radici delle parole e dei pensieri, proprio stasera mi è nata una riflessione in merito.
Il cane è fedele.
No, ha memoria.
Esattamente come qualsiasi essere vivente addomesticato dall’uomo. Sarà la serata, non molto spensierata né allegra, ma mi son decisamente rotto il cazzo di sentir parlare di fedeltà del cane, e della sua messa a confronto con quella umana. Io prendo un piccolo cagnetto con me, mi prendo cura di lui, gli do un posto dove stare, al riparo dal caldo, dal freddo, dalle intemperie. Soprattutto, gli do da mangiare. E lui si ricorderà di me, di quell’essere che ogni giorno lo nutre – essendo lui in casa mia – cosicché ogni qualvolta mi veda non può che “farmi le feste”, come si dice. E coi gatti, non è lo stesso? E ogni volta che mio padre va al maneggio dal proprio cavallo, quello riconosce i suoi passi ed emette un nitrito sommesso, come a dire: “E’ lui, arriva!”
Però, caspita!, al cane puoi insegnare ad andare a riprendere quello che gli lanci, gli puoi insegnare a darti la zampa, gli puoi insegnare perfino a difendere la tua casa…Opinione personalissima, ma a me sembra una gran forzatura, in primo luogo, insegnare a un animale a fare cose per lui non naturali (cosa dovrebbe fregargliene della tua stupida palla?), e in secondo un altro esempio della perfetta memoria che ha questo animale.
Riflessione nata questa sera, dicevo, mentre cercavo di capire che cos’avessero mai quasi tutti i cani del vicinato per abbaiare in continuazione, apparentemente senza motivo. Sono uscito dalla porta di casa, mi sono girato a destra in direzione del fastidioso rumore, ma proprio sull’uscio non ho potuto non notare qualcosa di ben più interessante, e sicuramente bello, alla mia sinistra: la luna. Piena, pallida, col suo alone e i suoi crateri, e sotto una nuvola ampia, grande, che sembrava un campo innevato sospeso là, in mezzo alle stelle. Per qualche secondo, neanche mi ricordavo più dei cani.
Ma un uomo, potrà mai essere affidabile quanto un cane?
E un cane, arriverà mai a stupirsi di una cosa simile?
Dal canto mio, sinceramente, non capirò mai chi dice di preferire l’amore e la fedeltà che un cane (o un animale) gli dà, rispetto a quello che una persona non può garantire. Il punto è uno e chiarissimo: non solo le parole, che sono solo simboli, ma i concetti stessi di amore e fedeltà sono qualcosa che al cane non interessano minimamente, perché gli basta avere la ciotola piena e ti darà il suo “amore” e ti sarà “fedele”. E’ una puttanata enorme per il semplice fatto che l’uomo e il cane sono due animali quasi del tutto diversi, con una diversa visione della realtà e delle cose che stanno loro attorno. E se continuate ad ostinarvi nella vostra illusione di aver trovato un essere vivente che vi ama e vi è fedele, e non vi rompe i coglioni per la tavoletta mai abbassata o le partite di calcio in tv al posto di una sana conversazione, oltre che confusi sui termini siete anche abbastanza pigri. Sai che soddisfazione vivere con “qualcuno” che ti obbedisce solo perché gli dai da mangiare e gli dai qualche carezza (anche se esiste gente simile, in giro…). Ma la democrazia è bella per quello, ognuno può pensarla come vuole – e a proposito, rientrato in casa dopo lo spettacolo lunare e lasciati i cani alle loro conversazioni, l’ultimo dei miei gatti mi ha detto, vedendomi: “Cos’è tutto ‘sto casino? I vostri migliori amici han deciso di cantarvi la ninna nanna, stasera?”

Quel che Dio è per l’uomo, l’uomo lo è per il cane. [Frank Wedekind]

Sfo

Annunci