La teoria della patata: Capitolo 1 [GRANBAR]

Nel caso in cui il vostro acume sia un po’ più sviluppato della media, avrete senz’altro notato un’omonimia tra il nome con cui ho chiamato questa categoria di persone e uno dei voti che potete dare a fondo post.
Se non lo sapevate, adesso lo sapete e, beh, date questo voto a un post solo se il suo autore vi ha ucciso il gatto o cose simili, perché nessuno vuole essere una granbar.
Le Granbar sono le patatine che potete trovare nei peggiori bar di Caracas: bisunte, in pacchetti sporchi lerci, nel 90% dei casi sono già abbondantemente scadute, mentre nel restante 10% dei casi vi chiederete come possano fare tanto schifo, dopo aver saggiato personalmente una quantità da guinness world record di olii di semi sconosciuti nel vostro sacchetto di Granbar.
Parallelamente alle patatine, le persone che classifichiamo nella categoria di Granbar sono viscide et meschine; brutte dentro e fuori, roba che nemmeno la Rocchetta ci può mettere una pezza.
La Granbar femmina è tipa che si ritiene anche molto carina [e inspiegabilmente trova anche qualcuno che ci stia (la cui identità vi verrà svelata a fine post, e analizzata in separata sede)] e simpatica, mentre nella migliore delle ipotesi vi troverete a dover parlare con una che conosce a malapena l’alfabeto, ascolta reggaeton e ce l’ha solo lei.
Cercate di evitarla come la peste.

L’anima gemella della Granbar è il Pangoccioli.

*Per avere un esempio di Granbar, vedasi la ragazza di cui non ricordo il nome che recita in Hard Times. La riconoscerete, credetemi*.

Beppe

Annunci