La teoria della patata – Capitolo 2 [CLASSICA]

La “Classica” è semplicemente la classica.
E’ quella ragazza che si trova nella borderline Sfondriniana e può rientrare in una delle seguenti categorie:

-Non è bella, però sì;
-Non è brutta, però no;
-Non lo so.

La classica non è, proverbialmente, la più bella tra le ragazze, ma ciò non toglie che possa avere un suo perché, e possa piacere.
Il nome della categoria a cui appartiene lo si deve al fatto che, come le patatine “standard” (appunto, le classiche), anche se si sa già di cosa sanno, a volte viene lo stesso voglia di mangiarle (ho notato solo ora che non c’è un modo di non far passare per pornografia spinta questa mia boutade), e una tira l’altra, e insomma avete capito come si finiscono dei pacchettoni di queste patatine qui.
La classica non conosce le vie di mezzo: o ha l’autostima di un pesce di Futurama, o si crede la più gnocca sulla plaza, in ogni casa avrete un bel daffare a far loro capire come stiano realmente le cose, ammesso e non concesso che abbiate tempo e voglia di farlo.
La classica ha anche un brutto vizio (più o meno comune a tutte le donne, ma con le classiche si verifica più di frequente): ha la presunzione di poter plasmare il partner a proprio piacimento.
Per qeusto mmotivo difficilmente riesco a trovarmi bene con le classiche, personalmente.
In compenso la classica ha anche moltissime qualità: molto spesso è autoironica et colta, anche sveglia in molte situazioni.
E’ una sognatrice cui il tempo, probabilmente, sradicherà gli ideali per le delusioni che arriveranno inevitabili nella sua vita sentimentale.

L’anima gemella della classica è il “Seghinho”.

Non abbiamo esempi di classica disponibili in archivio.

Beppe

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