Non solo "Dizionario della Lingua Italiana"

Non sempre, ma capita che studiare serva anche oltre l’esame che avrai fra un mese o un giorno. Può anche capitare che si riesca a rivalutare un oscuro letterato, che hai visto solo come un compilatore di dizionario dedito solo ed esclusivamente a capire se fosse meglio il toscano del Trecento o lasciare che la nostra lingua facesse il suo corso, per diventare quella che è oggi. Ti capita di leggere una cosa come:

“Quel primo moto d’affetto, di gioia, di stima confidente, che brilla in viso di donna al primo vederti, comeché si dilegui poi, riman tuttavia memorabile. Perché l’uomo conosce meglio la donna col tempo; ma ella meglio indovina lui sin dal primo: e se esperta, prerapisce col pensiero l’amore; se novella, divien più modesta, e si svoglia delle gioie usate, e nella nuova mestizia da quelle riposa.


Vedere negli occhi ardenti e profondi, nel lieve sorriso di donna, l’amore; vederlo nelle cure di lei tacite e trepide, nell’incerto prolungare de’ rotti colloquii; veder l’amore, e pur dubitarne, e ondeggiar tra il rimorso, l’orgoglio, la timidezza, il rispetto; e svogliatamente combattendo, eccitare le proprie voglie e altrui; dolce e reo tormento, che intreccia con la colpa la pena.”

[Niccolò Tommaseo, “Fede e bellezza”]

Non so voi, ma quando incontro, seppure anche solo attraverso le pagine di un libro o di un’antologia, qualcuno che ha parlato di me – di quello che provo o ho provato – e mai avrebbe potuto conoscermi, mi fa sentire meno coglione e più umano, anche più uomo. Mi vien voglia di abbracciarlo e andarmi a prendere una birra insieme a lui, come se fossimo sempre stati amici, e lo saremo per sempre.
PS ebbene sì: gli uomini, sono questi. No, non quelli stronzi che avete incontrato nella vostra vita sentimentale e vi hanno trattato malissimo. Quelli sono bambini maggiorenni, c’è una bella differenza.

Sfo

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