A volte è più bello.

Nella stragrande maggioranza delle giornate che vivo, trovo sempre qualcosa di cui lamentarmi.
Troppo caldo/troppo freddo, sole accecante/pioggia porca, i cereali che stanno troppo ammollo nel latte diventano immangiabili, ma mettendone troppo pochi bisogna rifornire dopo ogni cucchiaiata.

Insomma il lamento è prerogativa dell’Homo Sapiens Sapiens.
Per questo quando vivo giornate come questa cerco di massimizzarne i frutti.
E’ difficile rendersi conto di quando tutto gira bene, nonostante perché ciò accada servano svariate coincidenze astrali et ferroviarie, ma quando capita di accorgersene si sta meglio.
Parlo in particolare di due nodi fondamentali della mia esistenza.
Il primo non può che riguardare la Juventus: non ho mai fatto mistero della mia fede calcistica, e in questi anni ho avuto sempre molto di cui lamentarmi, dato che non c’era gioco/mentalità/nienteproprio.
Tutte le volte che sono andato allo stadio, dal 2007 a oggi, o abbiamo pareggiato o abbiamo perso.
Non esattamente un bel bottino.
Quindi oggi non è che fossi proprio ottimista ad andare allo stadio.
Poi ha segnato Lichtsteiner, e poi hanno segnato altri tre, ed è stata un festa lunga 2 ore, fatta di bestemmie, cori, pittura facciale e birre.
In giorni come questi è più bello tifare Juve.

Dovete anche sapere che ho la miseria di 15 CFU, e credevo di non potermi iscrivere al prossimo anno accademico.
Mi sono sempre lamentato del mio stesso idealismo, perché tante volte mi ha portato a fare scelte rivelatesi poi sbagliate, ma quando si ripresenta l’occasione per vendermi come fanno un po’ tutti, ecco questa mia prerogativa rispuntare orgogliosa riendicando la sua giurisdizione sulla mia capacità di ragionare.
E così si rifiutano 12 crediti, anche se sono vitali, perché proprio il voto non andava bene, non era meritato.
Venire quindi a sapere che non c’è nessuna soglia minima di crediti e che potrò continuare a studiare, mi rende un pizzico più felice del mio idealismo.
Così mi è venuto in mente a quanto sia raro che ci si renda conto di essere in questo stato d’animo.
Credo che l’unico precedente risalga a quando Caressa, parlando della vittoria ai mondiali di calcio del 2006, disse che “oggi è più bello essere italiani”.
Voglio che succeda più spesso, voglio che questa sensazione mi accompagni altre volte, perché è veramente entusiasmante.
E invito anche voi che ci seguite a provarci.
Provate ogni giorno a capire quando è più bello essere chi siete e fare ciò che fate.
A volte la perfezione è tutta in questa semplice felicità.

Beppe

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