Ripartire da zero.

Chi più, chi meno, ogni essere umano ha, almeno sulla carta, la facoltà di pensare.

L’atto della riflessione, è una cosa che non ho mai capito, scaturisce soprattutto da fatti negativi.
Mi viene in mente un esempio lampante: l’olocausto.
Senza nulla voler togliere a quello che è stato il più grosso crimine contro l’umanità, mi sembra francamente una forzatura poco intelligente, quella di organizzare ogni anno in scuole e istituzioni delle mostre o delle attività che, per alunni o soci, siano obbligatorie.
Sappiamo su cosa riflette e quando riflettervi, e queste giornate cosiddette “della memoria” non contribuiscono, a mio parere, a far sì che il genere umano s’avveda, ma al contrario non è raro trovare in giro degli invasati che esibiscono maglie rappresentanti svastiche, frasi del duce e altre amenità.
Ma torniamo a noi: essendo innata, la riflessione è una cosa che sorge spontanea, e oggi la mia riflessione è scaturita dall’avvenimento più bello che si possa concepire: una nuova nascita.
Andando a zonzo per il reparto maternità, dove mia sorella ha dato alla luce, alle 14 di martedì 13 settembre, la bellissima Aurora Sophia, mi sono soffermato su questi piccoli stronzi che tra qualche anno saranno i principali bersagli del mio odio più profondo e tetro.
Tenere in braccio quella “criatura”, come l’hanno definita i simpaticissimi compagni di stanza napoletani, mi ha fatto riflettere su come, obiettivamente, non sia proprio possibile ripartire da zero.
Bisognerebbe andare indietro nel tempo, ma così non si può.
Vedere la faccia di Aurora, ormai appagata per la lunghissima tirata di latte materno, me ne ha fatto render conto: è tranquilla, sta bene, non ha preoccupazioni.
Il mondo cattivo ha ancora qualche anno da aspettare, prima di poterle mostrare cosa significa esser parte di questo gioco fatto di scelte, sentimenti irrazionali, ommini emmérd’ e immondizia.
Però, Aurora, stringendo quella mano tra il mio pollice e il mio indice, mi sono reso conto che il tempo è più tiranno di quanto si creda, e se vuoi saperlo non ho molto rimpianti.
Questo perché, ad oggi, sono felice.
Tieni a mente queste tre cose, e vivrai felice: non chiederti perché, quando devi decidere se fare o meno una cosa. E’ molto più efficace chiedersi perché no, in questi casi.
Sai quante volte, volendo chiedere a delle ragazze di uscire, mi sono autosabotato chiedendomi “perché una ragazza dovrebbe uscire con me”?
Ecco, questo con te non capiterà, sei bellissima già adesso, cerca di cogliere l’esempio e stai concentrata, cazzo!
Sii gentile con le altre persone: non essere la classica ochetta acida che si atteggia con le amiche. Quelle non piacciono nemmeno a loro stesse: sono finte fuori e anche dentro, senza sentimenti, e probabilmente al posto dell’orefizio anale hanno un’etichetta che reca “Made in China”.
Da questo secondo punto deriva consequenzialmente il terzo: sii te stessa. Non lasciare che le altre persone ti cambino: il genere umano si è adattato all’ambiente circostante, non alle persone. Non rinnegare la tua personalità per piacere ad altra gente, o fallo solo se in fondo al tuo cuore sai di essere una stronza arrivista.
Nonostante abbia già esaurito i consigli, te ne vorrei dare uno, e penso sia il migliore che posso darti:
non seguire le orme del tuo giovane zio, o fallo, ma sii consapevole che piacerai a pochi.
Aurora, ho scritto e cancellato mille volte frasi che non hanno senso, e i miei occhi stanno patteggiando un cessate il fuoco con il monitor.
Tu che mi hai fatto render conto che non si può ripartire da zero, sappi che sei al punto a cui molti vorrebbero essere.
E tutto sommato, diciamocelo, anche io ti invidio un pochino.
Benvenuta Aurora.
-Beppe-
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