Resto o me ne vado: io, me ne andrei…

 Fumo su una camionetta dei Carabinieri in fiamme.
Fiori su una camionetta dei Carabinieri integra.
150 anni dopo, l’Italia è tutta qui.
Sì, sì, tutta l’Italia. La parte violenta del Paese, ancora ferma al secolo scorso, che cerca la rivoluzione distruggendo vetrine e automobili. La parte incazzata del Paese, che è costretta a lanciare bottiglie sulla parte violenta, costretta ad abbassarsi al livello della parte violenta. In mezzo, padri, figli, uomini in divisa, che non sanno più da che parte girarsi, esseri umani che non sanno da che parte difendersi e da che parte attaccare. Io voglio pensare che fra carabinieri e poliziotti ci siano uomini che hanno indossato elmetti e protezioni per servire il proprio Stato, per non abbassarmi al livello di chi non sa fare altro che generalizzare con slogan scritti a bomboletta. Perché se tutti i poliziotti sono bastardi, tutti i manifestanti sono infami e violenti; e oggi mi è stato dimostrato che non è così, per i manifestanti, e allora posso tornare a credere anche nelle forze dell’ordine.
Sono alterato, per usare un eufemismo, e mantenere una certa calma nello scrivere è difficoltoso. Sono alterato, e non posso fare a meno di pensare che, a quanto pare, oggi morti non ce ne sono stati: ed è una benedizione, sia per le famiglie che vedranno i loro famigliari tornare a casa, sia per chi non ne può più di vedere personaggi dubbi, a volto coperto, diventare martiri di un ideologia che non ha più motivo di esistere. E non riesco a trattenere quel minimo humor nero, che mi fa pensare che oggi un ragazzo con l’estintore sarebbe proprio servito oggi, per quella camionetta dei carabinieri a Roma, non dieci anni fa a Genova.
Per usare un altro eufemismo, sono sconvolto. Socialmente e politicamente, non so più in cosa credere. Non riesco a credere in un governo il cui capo sia un vecchio tutto lifting e puttane, preso per il culo da ogni stampa europea, così come non riesco a credere in un’opposizione tutta simboli e frammentaria. E comici al potere ne abbiamo fin troppi, non ne servono altri.

Son quei momenti in cui chi ha un minimo di testa avrebbe voglia soltanto di andare via, mettersi in salvo, perché non vede altra soluzione nell’immediato, anche se poi proprio quel minimo di ragione ci dice “No, io il mio Paese in mano a questi non ce lo lascio”, e quindi rimaniamo.
Per stasera, però, no.
Fra meno di un’ora sarò la persona più serena di questo mondo, anche la più felice, e il mio mondo sarà descritto dal mio braccio intorno ai fianchi di lei, al suo sorriso, al suo profumo, il mio mondo sarà circoscritto a noi due. Ci chiuderemo in casa a gustarci una pizza, una birra e un film, e il nostro mondo sarà una stanza. Del resto, del fuori, stasera non me ne frega più niente. Se è vero che la nostra vita ha senso quando riusciamo a trovarle un senso, beh, alla mia l’ho trovato, soprattutto per questa sera…E per chissà quanto tempo ancora, spero.
Nel frattempo, mentre aspetto di vederla, voglio spegnere la televisione e la mente su quel mazzo di fiori, con l’impossibile desiderio di poter vedere il viso della persona che lo ha posato sulla camionetta. Nei suoi occhi – ci potrei giurare – vedrei il futuro del quale il nostro misero Paese avrebbe tanto, tanto bisogno.

Sfo

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