Di nuovo Palahniuk

Di nuovo lui, lui e la sua idea circa la genesi dell’arte. Umilmente, ancora una volta, la faccio mia – e dico umilmente perché non mi credo un artista nel senso di chissà quale genio in grado di concepire opere che salvino l’umanità dal tempo che la uccide secolo dopo secolo, magari opere innovative, solo… Penso che il saper mettere su carta (o su blog) i propri pensieri, per quanto contorti e difficili da afferrare, sia una sorta di arte. Magari non quella dell’artista, di quelli che si studiano sui libri. Piuttosto quella dell’artigiano, in grado di forgiare, più che creare, le proprie opere.
Di nuovo infelice. E l’infelicità, il più delle volte, nasce dall’incomprensione. Colpa di questi benedetti, maledetti tempi dell’era internet, che permette a persone distanti chilometri e chilometri di “connettersi”, essere insieme (virtualmente), e poter “parlare”, tramite freddi messaggi di posta, di chat, di telefonino. Una volta, ai tempi delle lettere, dovevi selezionare le parole, dosarle, metterle giù bene sulla carta, perché il tuo messaggio sarebbe stata la sola cosa che la persona a cui volevi bene avrebbe avuto di tuo, scritto da te, con la tua mano, per chissà quanti mesi prima di un altro tuo messaggio. Era certo molto più romantico… Anche se devo dire che non potrei essere qui a sfogarmi se l’innovazione tecnologica non ci avesse portato dove siamo adesso, e dove sono ora io.
Fatto sta che, ancora una volta, non ho capito nulla. Forse sono troppo serio, forse mi prendo troppo sul serio, non so… Però fra le cose che odio di più è deludere una persona, specie se una persona alla quale voglio bene, specie se è La persona alla quale ogni giorno voglio sempre più bene. Questa volta non ho capito nulla, ma se posso fare un piccolo appunto io, delle donne, non ho mai capito nulla (e grazie, sono un uomo!, cosa vuoi che capiscano gli uomini delle donne…). Sarà un fatto donnesco, quello di dire “Non hai capito? Arrivaci da solo!”, non so, so solo però che sarebbe tutto più semplice se le cose si spiegassero. E’ un sogno meraviglioso, quello di avere davanti a noi mentre ci parla, e al nostro fianco per tutto il tempo del mondo, una persona che ci capisca al volo e riesca a cogliere in una sfumatura del viso, o degli occhi, un nostro desiderio, una nostra paura, e sappia cosa dire o come risolvere un problema. Il fatto è che io, personalmente, non sono così, ma penso che sia abbastanza normale, essendo umano. Posso solo sforzarmi più che posso e chiedere, se la strada sulla quale sto procedendo sia quella giusta, o tentarne un’altra, ma mi servono le indicazioni della mia stella, o sono perduto. Se poi si tratta di un gioco che una donna fa all’uomo per prenderlo benevolmente in giro, ho capito; ma se non lo fosse? Per ora sono rimasto a questo punto…E temo che la notte non porterà, nemmeno questa volta, alcun consiglio. La notte è silenziosa, tranquilla, “imago de la fatal quiete” direbbe un caro amico dell’estate: è calma, l’unico consiglio che mi ha sempre portato è “Riposa… Il giorno è fatto per pensare, per arrovellarsi e tentare di dissipare i dubbi, al chiaro del sole…Ma al misero chiaro delle stelle, lasciati avvolgere dal buio, morte temporanea: alla vita si torna domattina. Ora, riposa”.
Per quel poco che ho capito dai tuoi messaggi, ti dico solo questo:

Seguirò il tuo volere
perché voglio che nulla ti infastidisca
ma ti dico anche questo:
nel mio passato
vuoto, perché io non esistevo per te,
ognuno ha scelto la propria strada.
Chi per paura o amore,
chi per forza. Ma
ora che la strada mi ha portato
da te
non è più tempo per rimanere sulla terra del passato
ma è il momento di librarsi nel cielo del presente, e
credimi
la tecnologia degli uomini ha avvicinato di molto
cielo e terra e persone
ma non raggiungerà mai
il cuore di due amanti.

Sfo

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