Voglio rinascere omosessuale.

In un panorama di crescente tolleranza nei confronti del mondo gay (e sarebbe anche quasi ora, vorrei dire), il desiderio di rinascere finocchio sta iniziando a imperversare sempre più intenso nella mia mente.
Ad oggi, purtroppo, non ho ancora trovato il modo di rendere per me appetibile la vista di un fallo, a patto che esso non sia da dietro. Da parte di un calciatore ai danni di un altro calciatore, da rosso diretto.
Essere gay cosa comporterebbe, sostanzialmente? Tre i punti fondamentali della mia riflessione:
-musica migliore;
-nessuna indecisione sull’orefizio in cui consumare;
-NON BISOGNA CAPIRE LA PSICOLOGIA DEL SESSO OPPOSTO.

I gay si trattano oggettivamente bene, in fatto di musica. Penso principalmente a Barbra Streisand e Gloria Gaynor, ma penso non farei torto a nessuno se allungassi la lista con Erasure, Village People e, saltuariamente, pure Christina Aguilera.
Altro che reietti. Una mia vecchia conoscenza ha sempre sostenuto che “il culo è la figa del 2000”. Non so se abbia ragione, so che in una vita futura voglio verificare questa tesi. Se solo me ne ricorderò.

Nessuna indecisione sull’orefizio in cui consumare: uno ce n’è, uno se ne usa. Semplice, lineare, è un modus operandi molto affine a quanto io prediligo (mi riferisco alle cose semplici e lineari, non al fatto che mi piaccia passare dalla porta posteriore o al fatto che sono un abitudinario, sia mai. La routine è la morte di ogni cosa.).

E soprattutto, non bisogna capire la psiche dell’altro sesso. Basta seghe mentali: i cervelli maschili e femminili sono fatti e funzionano in maniera molto diversa fra di loro, e io non sono mai stato troppo bravo coi rebus.

Avremo modo di riparlarne, ma se esiste un genio della lampada, gli dirò di venirsi a leggere questo post.
Scusate lo sfogo,
-Beppe-

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