Storia di una birra vuota.

Ho la tendenza a conservare le cose più disparate, e a farlo senza alcun apparente motivo, tanto che pure io non capisco perché faccia ciò che faccio.

Conservo scatole di cereali, bustine di tabacco, bottiglie di birra, involucri vuoti.
E, fino a ieri sera, nemmeno io capivo il significato di questa mia strana tendenza.
Ero a casa di mio padre: abbiamo cenato insieme e ce la siamo chiacchierata allegramente (mio padre è una delle tre o quattro persone al mondo con cui parlo veramente di qualunque cosa, quindi è stato per me molto piacevole), finché il mio sguardo non s’è posto su un ripiano alto che abbiamo in cucina. Lì ho visto una birra vuota, e non una qualunque: una Ganter. Ne ho bevuta solo una in tutta la mia vita, dunque il mio pensiero è subito corso a quella volta, e a quante cose sono cambiate da allora.
E ad un altro fatto soprattutto: il tempo ci fotte, ci fotte tutti. Sembrano passati vent’anni, ed era solo il 20 marzo 2011.
20 marzo: Arianna stava ancora con Ivo, ed era appena tornata dalla Germania. Le avevo chiesto di portarmi (sotto diktat del dad) una Ganter, appunto, e per stapparla abbiamo scelto un’occasione speciale: la prima gara del motomondiale. Suggestiva, in notturna, Rossi era alla prima con la Ducati, Capirossi era all’inizio della sua ultima stagione, il Sic era ancora in sella.
E io dov’ero?
Ero a 3 crediti in università. Avevo da poco conosciuto lo Sfo, ed è una cosa incredibile pensare che adesso ci sono persone che ci dicono che “sembrate amici d’infanzia”.
Ero in un momento di smarrimento pressoché totale e mi aggrappavo ai pochi amici che avevo/ho in Alessandria; scrivevo poco e male.
C’era curiosità per il motomondiale, c’era la paura di mandare tutto all’aria per il mio futuro.
Queste sembrano cose di poco conto, ma messe insieme restituiscono un’idea precisa di chi fossi, la qual cosa in effetti non mi dispiace poi tanto, vedendo chi e come sono a distanza di qualche mese.
Probabilmente smetterò di chiedermi come mai conservi le cose, e inizierò a interrogare le stesse su ciò che per me hanno rappresentato. Perché di cose da raccontare ne hanno.
Ah e, per inciso, la birra era veramente una bomba.

-Beppe-

Annunci