"Buonanotte" blues

È un blues, ragazzo mio. La tristezza fatta a musica. Ma non la tristezza incazzata del grunge, non la tristezza depressa dell’emo, non la tristezza francese del cantautore, no…
Questo è il blues. È la musica di chi è giù, sa che la situazione sostanzialmente va di merda, ma…

È la vita. E ci sorride su.

Il blues è trovare la forza di sorridere alle spalle della vita anche quando ti ha appena tirato un diretto dritto sui denti, e magari te ne ha fatto cadere qualcuno.

Sembra di vedere le finestre di un condominio, mentre la musica suona…

In quella stanza un giovane dall’aria stanca ma non sconfitta è a metà di una sigaretta. È sfinito ma non ne ha voglia, di andare a letto.

E in quell’altra, una ragazzina dall’aria troppo grande per la sua età sta piangendo e grida in silenzio il suo dolore. Vorrei essere suo padre per vederla ridere in giorni migliori.

Appena sotto, dietro le tende illuminate dalla tenue luce della stanza, due persone stanno facendo l’amore. Non “sesso”, capisci? L’amore. Si stanno amando, non si stanno scopando. Ma che ti frega a te di queste fregnacce.

E più in là – sì, proprio quella finestra aperta! – guarda quell’uomo. Gliela si legge in faccia la serenità. L’hai visto? Ha sospirato, e subito dopo ha fatto un sorriso da qui a domani. Chissà cosa ha dato un senso alla sua giornata. Lo invidio.

E alla solita finestra, il solito chitarrista a cui piace tanto suonare il blues. Ci sa fare, il ragazzo, ma se ne dovrà andare di qui se vuole vivere del proprio talento.

Forza, andiamo a dormire. Domani ci aspetta un’altra giornata di merda. Non scordarti il CD di John Lee Hooker che ti ho dato. Mettilo su in macchina: ti servirà.

Sfo

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