Con affetto, Vaffanculo

Negli ultimi anni ho avuto modo di constatare come, noi italiani, abbiamo le parolacce più efficaci a livello comunicativo.
Un “mi hai rotto i coglioni” è proprio brutto, da dire e da sentire. Trasmette sofferenza, esattamente la sofferenza che una persona che si è rotta i coglioni di una situazione prova.
Ho anche avuto modo di constatare, però, come il “vaffanculo” sia oltremodo abusato, tanto da aver nel tempo perso la sua efficacia.
E dunque voglio rinverdire i fasti del vaffanculo.

In un momento dove va di moda sfanculare politici e ricchi in generale, io, dal basso del mio egocentrismo, mi concentro sulle cose che riguardano me in prima persona, e dunque inizierei col mandare affanculo quanti si sentono in diritto di esercitare un controllo diretto sui miei cazzi universitari, cosa che non deve permettersi nessuno, onde evitare delle serie ripercussioni e dei pessimi rapporti con me, come dimostrano le rappresaglie che già ho messo in atto.

Lavorare in un gruppo significa anche comunicazione: significa chiarezza immediata e ovvia. Perché un gruppo giunga ad un traguardo comune, devono sin da subito esserci compiti e obiettivi. Le case si costruiscono dalle fondamenta, non si vanno a scegliere prima le decalcomanie da applicare al tetto.
E dunque un Vaffanculo anche a chi ancora non sa come cazzo si lavora in un gruppo.

Se c’è una caratteristica di molte persone che proprio non posso soffrire: è la mancanza di serietà, per gli amici incoerenza. Non è un mistero.
Quindi, se prendiamo accordi e se faccio il disponibile, e rimaniamo d’accordo che ti chiamo alle otto e trenta minuti, tu stronzo fancazzista disoccupato alle otto e trenta minuti mi rispondi a sto cazzo di telefono, se no poi non accetto che tu vada a lamentarti perché sei laureato con settecentordici e lode ma non trovi lavoro.
Se non hai la serietà per rispondere ad un cazzo di telefono, come cazzo pretendi di averla per alzarti tutte le mattine e andare a lavorare?
Ti rispondo io, non puoi pretenderlo. Dunque estendo il mio invito anche a te, Vaffanculo.

Il mio orecchio destro ha un canale estremamente scosceso, tanto che poco fa l’ho paragonato al bastioni Gran Sasso del Monopoli. Fatto sta che è una calamita per i tappi, e ciò mi porta almeno un paio di volte all’anno a svegliarmi un mattino mezzo sordo e con la necessità di andare a buttare via 40 euro dall’otorino. E dunque, caro il mio orecchio destro, Vaffanculo.

Nel momento in cui inizio a divertirmi con football manager, mi crasha il file di salvataggio sul quale sto giocando. Dunque, caro il mio Football Manager, Vaffanculo.

La Juventus ieri sera aveva vinto. Ero in stato di grazia, come sempre, quando vince la Juventus.
Essere arrivato al punto di sentire la necessità di dovermi sfogare sul blog, mi fa sentire come se il mondo avesse cospirato contro il mio stato di grazia per farmi girarei coglioni. Dunque, caro il mio mondo, fatalità, kaballah, come cazzo ti chiami, Vaffanculo.

Non cambia un cazzo, ma ora mi sento più libero. Tanto so già che tutta sta pappardella verrà cancellata da un crash del pc prima che io la pubblichi. In tal caso, caro il mio pc, ti mando preterintenzionalmente affanculo.

Con affetto,
-Beppe-

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