Se una mattina, di domenica, un sognatore…

Lodi, 11/12/2011 – Piazza san Lorenzo
11:30

Chicchi di riso sul sagrato della chiesa.
In questo Inverno,
dopo quell’Autunno,
ecco i primi semi di un amore
nel gesto più tradizionale
che mi fanno sperare
una nuova Primavera
per tutti.
Gettati ieri,
qui ancora oggi,
fioriranno un domani
?

Per fortuna, non possiamo saperlo. C’è gente che si incazza se gli spifferi come va a finire un film o un videogioco, figuriamoci “spoilerare” una vita – con buona pace di sibille e oracoli – restando sempre dell’opinione che sappiamo benissimo tutti come va a finire, e che il viaggio sia sempre più interessante dell’arrivo, del finale, e pure conoscendolo.
So soltanto che sono un inguaribile tre-volte-buono, e che probabilmente mi troverò ad improvvisare qualche parola di commiato e tenero affetto per il funerale della speranza – essendo così coglione da continuare a credere anche quando ragione direbbe logicamente “Non ha più senso. Basta.” E così mi basta accorgermi che fra un tombino e un sampietrino ci sono dei piccoli semini bianchi, dei chicchi, dei chicchi di riso. Un matrimonio. Prendila come vuoi – tradizione, consuetudine, bigotteria – ma pur sempre un segno di un amore. E lì per lì non me ne frega niente di cosa sia stato quel preciso evento, chi fossero i due sposi e se uno dei due si sia imboscato in bagno con il/la migliore amico/a del coniuge durante il banchetto, o se solo la morte dividerà quell due anime. Mi basta vedere quei semi convenzionali, semi simbolici perché l’amore è già fiorito tempo prima, e con quel passaggio continua ancora più responsabile, in una promessa “ufficiale” che magari piace solo a uno dei due, o che si fa perché i miei/i suoi ci tengono così tanto, e allora perché no, ciò che ci lega è così potente e importante che possiamo anche accondiscendere a fare un gesto per noi magari del tutto inutile, ma che vale la pena di compiere perché vogliamo bene – e non solo amiamo – un’altra persona, e chi ci vuole bene da che siamo al mondo.
Bastano quei chicchi bianchi ad accendere la mia domenica, a farmi sentire meno solo nei miei pensieri e nelle mie speranze. Anche se il punto di domanda è una consapevolezza imprescindibile: troppo comodo il vivere alla giornata.

Sfo

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