L’angolo del Grinch (AUGURI A TUTTI)

Ieri provavo sensazioni strane al momento di far su la roba per tornare a casa. Sarà stato il repulisti che abbiamo fatto in casa, sarà stato il fatto che mi viene istintivo augurare buone feste un po’ a tutti, ma mi sentivo più riflessivo. E’ Natale, porca troia. E’ Natale e non posso comunque fermarmi per ammirare tutta quest’ondata di ipocrisia che sta pervadendo social network e altre sedi.
Vedo gente che pubblica stati nostalgici sulla magia perduta del Natale, e durante il resto dell’anno ne combina di ogni. Abbiate un minimo di coerenza, innanzitutto. Io me ne fotto del prossimo a fine aprile, e me ne fotto anche a Natale sinceramente.
Natale non significa regali, come forse siamo stati abituati a credere da un mondo nel quale c’è sempre meno spazio per il gesto profondo e genuino di un amico, spazio che è stato preso da convenzioni e inutili regali pro forma.
Vedo gente che andrà a passarsi il Natale in discoteca, che se lo passerà lontano da casa.
Signori, ve lo dirò in tutta franchezza, mi fate ridere. Non voi in quanto persone: io non giudico le persone, ma le azioni, e il fatto di non stare in famiglia a Natale mi sembra una cosa tremenda.
Penso al fatto che qualcuno l’ho già perso per strada e altri li perderò, e questo mi spinge a farmi in due per stare con le mie due famiglie, dando ai loro membri la priorità più assoluta, perché è l’unico momento dell’anno in cui si riesce a stare veramente tutti insieme.
Chiamatela pure questa convenzione, se volete, ma per una volta in cui, nel 2011, le convenzioni lasciano ancora spazio a quell’ideale ormai desueto chiamato famiglia, mi adeguo senza rompere tanto i coglioni.
Vedo gente che pubblica canzoni di Natale e citazioni di Bukowski sulle persone accese a dicembre. Bravi, bene, bellissimo. Ecco, forse però non ci avete capito un cazzo.
Il Natale non è una ricorrenza che deve stravolgere le abitudini di una persona per qualche giorno, è l’occasione per far riemergere cose che, se non sono già marchiate a fuoco nella vostra testa, non potranno mai uscir fuori in maniera spontanea.
E la citazione di Charles, per Dio, era accettabile la prima settimana di dicembre, ora me l’avete banalizzata, e la cosa più grave è che molti non ci hanno comunque capito un cazzo di quella frase lì, ma fa troppo figo pubblicarla perché chi lo fa si sente illuminato in mezzo a un mare di persone che non sanno pensare con la loro testa.
Breaking news: tra queste persone ci metto anche voi.
Parlate coi vostri nonni, prendetevi a insulti con vostro zio dopo aver perso a briscola, scambiate quattro chiacchiere a cuore aperto con i genitori.
Perché alla fine il Natale è questo, e chi non se lo vive finché può, quando sarà fuori tempo massimo non potrà più chiedere questo regalo.

Auguri a tutti, dunque.
-Beppe-

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