Wind of change. E che cali il sipario.

Era da un po’ di tempo che mi chiedevo di cosa avrei parlato nel mio ultimo post dell’anno.
E’ stato un anno che per me ha significato molto, ma dubito che vi possa poi fregare molto dei cazzi miei, come una persona mi ha fatto giustamente notare.
Ho riflettuto molto sul cambiamento. Il cambiamento è una cosa rapida, beffarda, quando lo vedi è già avvenuto.
E parlare di cambiamento ora che sta per iniziare il 2012 mi sembra la cosa migliore. Il 2011 ha portato anti cambiamenti, piccoli e grandi, a me e a voi, all’Italia e nel mondo.
Ho notato che molte persone che conosco sono refrattarie, hanno paura del cambiamento. Paura di mettersi in gioco, paura di perdere quanto si ha, paura del cambiamento. E forse è opportuno fare una precisazione: piccoli o grandi, i cambiamenti avvengono a decine ogni giorno.
Prendo me ad esempio: chi ero un anno fa, e dov’ero? Un anno fa ero uno studente pendolare che viveva in Alessandria, tornato single da pochissimo e palle varie.
Non conoscevo i tre quarti delle persone che, adesso, sono parte integrante della mia vita. Persone con cui prendo tisane o faccio sfide bislacche. Persone con cui l’anno scorso nemmeno parlavo.
Questo blog è frutto del cambiamento, a ben pensarci.
Chi può dire cosa ne sarebbe stato se lo Sfo e io non avessimo fatto bisboccia a casa della Gaia, o il corso di Informatica fosse stato al secondo anno?
Probabilmente non esisterebbe.
Il cambiamento è anche la capacità di cambiare idea. Capire di aver sbagliato non è una debolezza, ma è un punto di forza, è un motivo d’orgoglio. Innanzitutto perché s’è presa una posizione, ed è raro trovare persone che ne siano capaci.
Il cambiamento è indispensabile e inevitabile. Dà pepe alla vita, ci fa capire meglio di qualunque altra cosa che abbiamo un tempo limite. Siamo la conseguenza di una catena di cambiamenti, e la causa scatenante del prossimo anello di questa catena.
Prendiamo dunque il coraggio a due mani. Non dimentichiamoci che il mondo è di tutti, ma porca puttana è pure nostro. Rivendichiamo la nostra pur piccola parte! Fate sentire la vostra voce, non potrete dire cose tanto più banali della media. Prendete posizione, la gente apprezzerà il vostro coraggio, o vi odierà malcelatamente perché non è capace a far ciò che sapete fare voi, ovvero farvi valere.
Il cambiamento è al nostro cospetto, il nuovo anno è alle porte, pertanto vi do solo un ultimo consiglio.
Non state a subirlo passivamente, il cambiamento. Il cambiamento è inevitabile, ma dobbiamo esserne partecipi, se no finiremo per esserne travolti senza poterlo controllare.
Ognuno di noi ha il potenziale per tenere sotto traccia il cambiamento.
Siamo i protagonisti di un film intitolato “destino”. Vediamo di renderlo un kolossal.
E, per ciò che riguarda il 2011, può calare il sipario.
Buon anno a tutti.

-Amore & Altre Fregnacce-

Annunci