Prodotti mai finiti della società.

Ieri il prode Sfo ha ritrovato nei meandri di internet il blog del nostro docente di paleografia, tale Michele Ansani.
A quanto pare, Ansani è un ex cantautore, e aveva pure inciso un album. Questa cosa mi ha affascinato, e mi ha fatto trovare le parole per un concetto che ho sempre avuto nella testa, ma che è uscito solo parzialmente in uno scritto a sei mani quando ero sbronzo.
Ansani mi ha affascinato sin da subito: il docente un po’ bonario e simpaticone lo riconosci subito.
Il punto è questo: lui si è presentato come docente di paleografia, e non mi è venuto in mente nemmeno per un istante di pensare a chi fosse prima, e a come sia arrivato ad essere docente dell’università di Pavia oggi.
Vale per lui, come vale per ognuno di noi.
Se in un qualche modo avessimo l’opportunità di sapere in anticipo ciò che è stato qualcuno, gli argomenti di conversazione sarebbero indubbiamente molti di più.
Siamo dei prodotti mai finiti della società. Noi come il tempo non esistiamo al presente: siamo esistiti nel passato e, si spera il più a lungo possibile, esisteremo nel futuro.
Il Beppe di questo blog è diverso da quello del 2006, l’Ansani di oggi non è quello del 1982.
Per la cronaca lui ha una figlia, a quanto ho capito. Il resto lo lascio a voi in questo link.
http://blackmacigno.altervista.org/

Perché vi dico tutto questo? Perché mi rendo conto che ognuno di noi ha un bagaglio immenso di esperienze personali: casini con amici, delusioni sentimentali, grandi gioie e grandi dolori.
Sono sempre stato tuttavia dell’idea che, in presenza di altre persone, sia bene lasciare da parte il bagaglio, perché come abbiamo vissuto noi hanno vissuto anche gli altri, e ognuno ha le sue storie da raccontare.
Detto questo, da persona curiosa quale sono, mi affascina sapere che ci sono delle storie che ancora non conosco, per due motivi.
Il primo è che ciò dimostra in termini pratici che non si smette mai di imparare.
Il secondo, anche più bello e interessante per quel che mi riguarda, è che c’è un mondo che continua a vivere e pulsare, e ha una storia nuova da sottopormi, ogni secondo che passa.
La scelta delle storie da approfondire spetta a me, spetta a noi.
E chissà se, in un contesto lavorativo, tra una ventina d’anni, qualcuno troverà questo blog e rimarrà affascinato dalla storia di due coglioni che ci scrivevano cose apparentemente senza senso.

-Beppe-

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