Leggete, difendetevi.

Ti credono pazzo. Non lo dai a vedere, ma parli spesso, spessissimo da solo. Non ricordi quando sia cominciato, ma ormai fa parte di te. E’ esattamente come quando si ripete a voce alta per un esame: sei da solo, e parli. Ma agli occhi del mondo saresti ancora più pazzo, se sapesse, perché non solo parli – rifletti a voce alta.
Chi ti crede pazzo?
Chi la pensa così. “Ehi, guarda quello… Sta parlando da solo!” “Mah. Sarà mica tanto a posto”.
Da quanto tempo hai smesso di fregartene del rumore della strada?
Ma la voce – quella no, non smetti di ascoltarla. E non capisci chi prosegue a passo spedito, camminando con le cuffie nelle orecchie. E quando prima senti e poi vedi la solita fisarmonica, in Strada Nuova o in via XX settembre, li capisci ancora meno, mentre ti fai portare via dalle note del mantice non perfette, ma mai “sbagliate”.
E dopo aver cominciato a riflettere a voce alta, soprattutto in macchina, insieme alla musica che non manca mai, hai iniziato a scrivere. Di che? Di quello che ti spinge a scrivere. Hai anche provato a partecipare alle riunioni del giornalino universitario, per fare dello scrivere una professione (riconosciuta), ma non ce l’hai fatta. Chi ti conosce, e ti vuole bene come pochi, dice che sei come “un dirigibile su dei binari”, se costretto a scrivere. Ma quando ne hai voglia, può anche capitare che nascano cose meravigliose. E non sei tu a dirlo, ma lo senti quando incontri una persona che “ti ha letto”, e lo capisci dai suoi occhi quanta sua vita c’era in una delle riflessioni che hai scritto.
E leggere… Lo facevi molto più da ragazzino, con la bibliotechina della classe elementare. Ora c’è a malapena il tempo per leggere le dspense in più per l’esame, e hai ancora “Furore” sul comodino, e uno scatolone pieno di libri – buoni e “cattivi”. Ma non hai mai pensato che sia un male leggere, anzi… Credi che la frase “Conosci il nemico per combatterlo meglio” calzi a pennello soprattutto con la lettura. Perché, anche se la maggior parte dei tuoi amici reputa quello “scrittore” un cane, c’è sempre quella minima voglia di leggere da te quello che ha scritto. Quella voglia di trovare sempre, comunque, almeno qualcosa di buono in ciò che incontri nella tua vita.
E, stasera, questa immagine. E, come sei solito fare, hai condiviso il link e ci hai messo del tuo, nel commento. Anche se più spesso condividi link completamente diversi da quello che sei, sperando che chi li veda legga anche il commento annesso.
Leggo per legittima difesa.
E scrivo, perché anche altri possano difendersi.
Così, dal tuo blog, non escono solo parole sull’Amore e sulle Donne, ma qualsiasi cosa ti faccia venir voglia di scrivere. Quando hai da dire la tua, non riesci a stare zitto.

Meglio parlare e passare per stupidi, che avere paura e stare in silenzio.
Perché se io rifletto e parlo ad alta voce, sono matto. Ma allora, “sani”, definitemi cosa sia “normale”.
Perché se io parlo e mi credete stupido, definitemi cosa, per voi, sia “intelligente”.
Anche se credo che non avrete nulla da dire, per la paura di cui sopra.

Ed è già tempo di tornare sui libri, gli ultimi di questa sessione, e rimanerci fino a metà febbraio. Ma quando la voglia di scrivere busserà, la farai accomodare, e non ci sarà tempo per un caffè o per una sigaretta perché la scintilla con la quale ti si presenta sempre è un attimo che non puoi permetterti di posticipare. Giusto prepararsi per un esame, ma quello potrai sempre darlo, prima o dopo. La scintilla di quel preciso momento, una volta spenta, non luccica più.
E se anche voi vi sentite di scrivere, fatelo.
Così che anche altri possano difendersi, leggendovi.

Sfo

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