We won’t back down

Martedì ho dato l’ultimo esame di questa sessione – e per quanto poco durerà, posso comunque dire:
“Sono in vacanza”.
Saprete meglio di me, soprattutto chi è ancora a sgobbare sui libri, quanto sia difficile arrivare fino alla fine, specie se non proprio tutti i vostro progetti – universitari e non – sono andati come avreste voluto, o almeno sperato.
C’è chi finirà settimana prossima, chi più tardi – il problema è sempre il verbo al futuro.
Ma anche se per me è al passato, non me ne sto con le mani in mano, e faccio quello che posso perché l’ultimo sforzo di chi mi sta accanto sia meno difficile, se non addirittura “più facile”.
Così, lavorare in due anziché da soli su Linguistica Italiana sarà meno gravoso, e mi riguardo volentieri un film in programma per Storia del Cinema, spiegando ciò che mi ricordo su vocalismo e consonantismo, o sulla regia e idea di film di Jean Renoir. O posso essere a completa disposizione di chi ha bisogno di un amico, per un aiuto ben più importante di quello – certo, non meno serio – di un esame da superare.
E, spero, potrò essere d’aiuto anche a chi leggerà queste mie parole, e ascolterà questo bellissimo brano di Tom Petty, che recita “Tengo botta, non mi arrenderò” (anche “tengo duro”, ma suona più contemporanea con “botta”, almeno da queste parti). Anche solo per fare una pausa sulle note di questa canzone. E così dev’essere il grido convinto dentro ogni studente ancora sotto con  scritti e/o orali.
I stand my ground, I won’t back down.
E lo sappiamo tutti, “there is no easy way out”. E pensare che l’esame di stato, alle superiori, faceva così paura. Ma passerà anche questa sessione – e se siamo, diciamo così, “costretti” a farla, perché non impegnarsi ancora per un poco? “E dai, dai, dai che la portiamo a casa”, come diceva il grande Renato Ferretti.
Dai che la portiamo a casa.
Non è facile, ma non ci arrenderemo.
We won’t back down.
E dai, dai, dai!

Sfo

Annunci