Jazz

Via i vestiti, buttati sul letto, via le preoccupazioni, fuori dalla porta dell’appartamento. A giornata ormai finita, ogni sera era un angolo di mondo di nessun altro, anche se qualche notte la compagnia non mancava – più o meno gradita, di persone e non.

Che cazzo avrà tutta quella gente da pensare sotto la doccia…

L’acqua, sprizzante dal doccino, carezzava con lo shampoo la testa del professore, insieme alle mani di lui,scivolando piano lungo tutto il corpo del giovane uomo, fino a raggiungere la pozza nella vasca.

Sarà che sono abituato a pensare, e pensare, e pensare, tutto il giorno, quasi quasi mi faccio vedere, ma da uno bravo. Ma almeno, sotto la doccia, sono tutto per me, e non c’è nient’altro.

Pensava questa poca libertà, senza compiti da inventare o correggere, senza colleghi molto automi e poco autonomi, ma molto rompicoglioni, se ci si mettevano.

Bah, ognuno è fatto a modo suo. Forse pensano qui perché non lo fanno per il resto del giorno, senza manco accorgersene. Vivono – vegetano nella loro routine, e va “tutto bene”. Come si dice? “Ciao!, tutto bene?”. Sarà che ci sono dovuto arrivare anch’io con un po’ di sforzo, ma come cazzo fa ad andare “tutto” bene? Un “come stai” non sarebbe più corretto? Anche perché le due domande non hanno la stessa risposta. “Tutto bene?” “Sì!, grazie” – “Come stai?” E lì sei costretto a pensare. Mica facile, se non ti stai lavando, a quanto pare.“, e si passò il getto direttamente sulla schiena.
Aaah… Ma come cazzo fate…” si disse, senza riuscire a pensare oltre quel massaggio profumato e bollente. Quando si abituava alla temperatura iniziale, doveva poi alzarla un po’ di più.
Stette qualche minuto assaporando la semplicità di quel momento, quando gli tornarono in mente le parole lette su un blog chissà quando, perfette per quel momento nel bagno, quasi fossero state scritte per lui…
…come l’acqua di un rubinetto dal quale attingere. Non importa se non si riesce ad afferrare, basta trovare la temperatura giusta, che sia fresca per dissetarci o calda per lavarsi di dosso puzza, malumori, tristezze e sporco. Per tornare ad essere noi, senza lo schifo che tentano di attaccarci addosso…
E in un sospiro, fra i vapori dell’acqua bollente, tornò ad essere se stesso, e a sorridere di sé, per un momento. In fondo, nonostante gli scazzi più quotidiani dei giornali ogni mattina all’edicola di fiducia, quasi arrivassero col corriere della stampa, poteva dirsi fortunato, del proprio lavoro, dei propri amici e delle persone che gli volevano bene e alle quali voleva bene, e – soprattutto per il momento che stava trascorrendo – la fortuna di essere nato in quella parte di mondo dove l’acqua non solo è qualcosa di scontato, ma si ha pure il lusso di sprecarla.
Assicuratosi di essersi risciacquato per bene, chiuse il rubinetto, si tirò indietro i capelli non troppo corti e si passò le mani sul viso, a togliere un po’ d’acqua dalla barba di un mese, si infilò l’accappatoio e tornò in camera da letto.

Ci voleva proprio.“, disse dopo aver scostati vestiti e pensieri residui dal letto, stendendosi sopra anche se non del tutto asciutto, lasciando che la musica terminasse piano piano.

Sfo

Annunci