Debole [per la serie "manoscritti ritrovati] – memorie dal primo anno di università fuori sede

giovedì 20/1/2012 – 3:07 – Pavia, da Giacomino [via Beccaria, n°10]

Debole.
Debole che si aggrappa al tabacco o all’etanolo ma me ne rendo conto solo quando tutti gli altri dormono.
Scrivere è un buon modo per distrarsi, tenere la mente un po’ occupata e un po’ distrarsi. Scrivere a penna è talvolta rallentante per i pensieri (Giacomino che bestemmia in bergamasco) ma riflettendoci li aiuta comunque, pare escano appena appena più completi… Più “pensieri”. Sembra quasi che fuori stia piovendo. Non posso neanche suonare la chitarra, data l’ora, è uno scazzo non indifferente, ma tant’è. E, ovviamente, non ho sonno.
Dobbiamo concentrarci sul favoloso
[cit. da “Hanno tutti ragione”, Paolo Sorrentino] ma spesso non è per niente facile – la chiamano vita. Lo sforzo è notevole. A ben pensarci, però, mi basta tornare a chi, nonostante tutto, un po’ tiene a me, diciamo pure “mi vuole bene”, che siano gli amici, che mi piace aiutare se sono in difficoltà, o i genitori, che nonostante le tue scelte ti aiuteranno, come solo chi ti ha generato può e sa fare.
Stanchezza, ma non “sonno”. Che fare?

Fossi a casa potrei aspettare di crollare a letto, ma qui è un po’ più complicato, mah. Sembra debba spuntare l’alba e invece sono solo le 3 e 20. Ecco, dovendo scrivere a penna i pensieri sono più calmi, in effetti mi sbagliavo a dire che sono più “pensieri”, mentre sono solo più ragionati, e se riesci a ragionare vuol dire che tu stesso sei un po’ più calmo.
Forse sarebbe stato meglio dormire a casa, ma indipendentemente dall’ora è un po’ tardi per i condizionali.
Ci vedrò un cazzo ma ci sento ancora bene: piove davvero, fuori. (3:30)

Fanculo a Joyce o chi per lui (ma facile dirlo adesso), a scrivere tutti ‘sti cazzi miei sarei diventato ricco. Che poi, non è forse il senso che tutti diamo alla vita? Fondamentalmente, anche chi dice di voler fare un lavoro che lo gratifichi o che comunque gli piaccia non esprime altro desiderio se non quello di poter essere pagato per fare quello che più gli piace. Se non altro, non è così pigro svogliato o coglione da piegarsi a un impiego mai voluto o che gli fa schifo, nonostante la cifra in busta paga.
Tutto questo
[discorso] per non pensare al problema più grande che, oltre al non-sonno, mi tiene ancora alzato. Proprio quella cosa per la quale hanno coniato il celeberrimo proverbio sul carro di buoi, e che potremmo quasi parafrasare con “mettete degli uomini a trainare il Titanic e una donna davanti agli uomini, e vedrete che ve lo riporteranno a galla”.

Giulia, che bella che sei. Sarebbe altrettanto  bello poter pensare che la tua cortesia non fosse dovuta solo al tuo lavoro di commessa nella tabaccheria di corso Vittorio Emanuele, a Lodi.
Ma non ti preoccupare, non è per te che penso.
‘NOTTE – 3:40 circa

Sfo

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