Rotta per casa di Dio.

Panza. Capelli da “Pappagone”, direbbe mia madre. Un lieve mal di testa. Ieri è stata una serata speciale per tanti motivi. Non siamo solo un gruppetto di stronzi che escono insieme al mercoledì sera, siamo una squadra. In birreria come in un’aula universitaria, e sono felice di farne parte.
E ieri sarebbe stato un peccato non concluderla con una rotta per casa di Dio: “birra e camogli, senza fidanzate, troie, né mogli” recitava Pezzali.
E così è stato, complice anche la mediazione di un grandissimo, un vero eroe che conosceva probabilmente la canzone, e che forse si è rivisto ai tempi in cui era lui a fare ste cose, e non c’erano delle regole alquanto stupide ad impedirglielo.
E, per oggi, anche io mi sono concesso di saltare un paio di lezioni. Siamo pur sempre esseri umani.
Dire troppe parole sarebbe inutile e, forse, artificioso, ma per una volta voglio usare il blog per lanciare un messaggio che poco ha a che fare con ciò che scrivo solitamente: Grazie, Ragazzi.

Non siamo ancora così Fab da pensare all’autoscatto in simili momenti di foga. Ma lo Sfo c’è comunque, altroché.

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