Dov’è Iva Zanicchi quando serve – “CENTO!, CENTO!, CENTO!…”

L’idea ci era balenata in testa dopo aver letto il libro di Justin Halpern “Le cazzate che dice mio padre”.

Quel libro conteneva le cazzate che diceva un solo uomo (quanta saggezza, peraltro, nelle sue cazzate), figuriamoci cosa potrebbe venir fuori dalle cazzate di due persone.

Ho chiamato lo Sfo la sera del 30 giugno 2011 per dirgli che avevo fatto la cazzata, e che saremmo diventati gli zimbelli di chi ci avrebbe letto.

Lo facevamo e lo facciamo con entusiasmo e voglia, e la cosa che più mi fa piacere è la consapevolezza che, dopo 100 post, sia io che il Prode Sfo abbiamo ancora tantissime cose da dire, molte delle quali non le sappiamo nemmeno noi; così come non potevamo immaginare come sarebbero state diverse dagli albori del blog le nostre vite, dopo il centesimo post pubblicato.

Per l’occasione il blog ha anche cambiato casa: ci avete sempre dimostrato il vostro apprezzamento sul Social Network (che ho deciso di non nominare), e adesso potrete farlo anche attraverso commenti e apprezzamenti direttamente su questo stesso blog. Grazie a tutti, quindi.

Ora lascio la parola al Prode, sperando in futuro di poter pubblicare altri post simili.

-Beppe-

Da una testa pensante sorgono dubbi e domande, più o meno importanti. Ma se ci si aggiunge una testa in più, oltre alle domande e ai dubbi può nascere un dialogo – e per quanto sappiamo tutti che su certi temi non giungeremo mai alla Risposta (nonostante per qualcuno sia 42), siamo altrettanto certi che è proprio nel tentativo di capire meglio la nostra natura e quella delle nostre paure, illusioni e sogni che nascono umili perle di pensiero, nella speranza di riuscire a dare un seppur minimo sollievo a chi ci legge, sollievo che viene dal piccolo miracolo di ritrovarsi nell’opera di altri, ritrovarsi che ci fa dire: “Ma allora non capita soltanto a me…!”
Sollievo del non sentirsi più così soli come prima.

Tutti temiamo la morte, e ci interroghiamo sul nostro posto nell’universo;
compito dell’artista non è di soccombere alla disperazione, ma di trovare un antidoto per la futilità dell’esistenza.
[Gertrude Steine, “Midnight in Paris”]

Ma in questo blog non siamo solo due teste, pensanti e scriventi: perché potremmo anche averne scritti mille, di post, ma senza un pubblico di lettori che ci apprezza, ci critica (nel senso etimologico del termine) e ci segue questo blog non avrebbe motivo di esistere – forse nemmeno i nostri pensieri, che si perderebbero fra una lezione e l’altra in Centrale o in San Tommaso, fra un caffè e una birra in piazza della Vittoria, fra noi due. E invece, i nostri pensieri e il nostro blog hanno motivo di esistere da vendere, con voi che ci seguite, che fate vostro ciò che leggete e ogni giorno vi aggiungete a quel “due” scritto una riga fa.

Grazie, ragazzi. Di cuore.

– Sfo –

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