Un vecchio e un bambino

8 aprile 2012 (Pasqua)
mezzogiorno meno dieci, in auto verso la montagna

 
Ho compiuto 22 anni da cinque giorni.
Il compleanno è, più che un giorno bello e gioioso – per come ci hanno educato a pensare – un giorno utile: mi ricorda quanto anni ho effettivamente. E l’età anagrafica non è solo un numero su un documento, o una cifra che qualcuno, col tempo, diminuisce per paura che mostri molte più rughe di quante in effetti ce ne siano. L’età anagrafica è un punto di riferimento fra ciò che ho vissuto e ciò che sarò – e ciò che potrò essere.
Tutto ciò che abbiamo vissuto ci rende più o meno vicini, in difetto o in eccesso, all’età anagrafica – ma soprattutto il “come” abbiamo vissuto ciò che è stato. Ho affrontato esperienze che nessun altro vivrà mai – e alcune, per quanto formative, spero a nessuno tocchi viverle mai; eppure, i miei 22 anni mi ricordano che (si spera) avrò tutta una vita davanti per vivere cose che forse altri non vivranno in una sola esistenza (e condivido il pensiero del sergente Lo Russo, alias Diego Abatantuono, in “Mediterraneo”: “Una vita sola non mi basta”).
E il compleanno mi ricorda che ho “solo” 22 anni, nonostante tutto quello che già è trascorso.
Talvolta sento più anni dei miei effettivi, e in effetti l’età biologica non concorda con quella sulla carta d’identità… Ma troppe volte ho voluto sentirmi più vecchio di quanto io non sia. E probabilmente sono molto più vicino al 2 che non al 20.

Non ci avevo mai pensato prima.

Forse questa mia estraneità dal mondo in cui vivo, questa fatica nel rapportarmicisi, dipende da una dimensione più “bambina” che non “vecchia”; anche l’aver scelto la strada universitaria col cuore, e non con la pancia, il perdere tempo “dietro alle nuvole e alla poesia” [cit.] potrebbero dipendere da questo.
Ho 22 anni, ne dimostro qualcuno di più fisicamente, ma in fondo sono un vecchio ragazzino. Mi piace, ogni tanto, fermarmi a pensare, e fermare qualche pensiero scrivendo, perché non vada perso; ma leggo ancora fumetti, m’innamoro troppo facilmente, sono impulsivo e permaloso. Ma sono certo che, col tempo, riuscirò a cambiare.
Sì, mi verranno i capelli bianchi.

Il presente sta nelle mani del vecchio e del bimbo, che si tengono accompagnandosi nel cammino. Io, ora, sono proprio lì in mezzo.

Sfo

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