Pasqua con i tuoi…

Sarà stata la leggera quanto divertente ebbrezza a far scaturire il ragionamento che vado a proporvi, ma da quel momento ho acquisito una nuova serenità. I miei genitori hanno finalmente trovato la loro vera metà. La persona che li completa e che conferisce loro quell’equilibrio che, visibilmente, era sempre mancato loro in precedenza.

E, badate bene, non è colpa mia. Potete anche chiedere ai diretti interessati, io mai sono stato geloso di loro, poiché ritengo abbiano più saggezza e anni di esperienza di me, e sappiano perfettamente come combinare cazzate.

E nonostante abbiano avuto tempi e modi diversi, acquisire la consapevolezza che ora, anche loro, possono essere più felici e tranquilli, infonde tranquillità anche a me.

Mia madre e Nico amano girare, vedere posti nuovi e rivedere posti bucolici e tranquilli. Si sono trovati, mi chiedo come non siano riusciti a trovarsi prima. Scattare loro quelle foto, a Pasqua, mi ha fatto render conto di quanto stiano bene insieme. Non so come spiegarvelo, ma quella foto mi sembrava “giusta”. Tutto era al suo posto. Lui, lei, e mio zio Danilo che nello sfondo mi faceva segno di aspettare, per far loro un’altra foto con delle corna dietro al capoccione.

La sera mi sono spostato, dopo qualche fetta di pane e salame, qualche costino di maiale, due pezzi di salsiccia e un maialino, comprensibilmente la fame era andata scemando.

C’è questa piccola tradizione che lega me e mio padre: ogni anno ci guardiamo il primo gran premio della MotoGP insieme.

Ero stanco, sfondato e demolito da ciò che avevo mangiato, ma avevo davvero voglia di passare del tempo con lui. Ci siamo fatti una chiacchierata d’altri tempi, una chiacchierata che rare volte ricordo di aver fatto con qualcuno. Dentro c’era tutto e il contrario di tutto, in mezzo una Paulaner e una gara dominata da Stoner e vinta da Lorenzo.

Lui, ormai, convive con la Paolona. Stanno bene, lo percepisco, lo si vede, e lui è molto più sereno di quanto non lo fosse qualche anno addietro.

Entrambi sedentari, non amano girare, ma preferiscono guardarsi un film sul divano con Steel che sbava e rompe i coglioni (Steel è un golden retriever scemo di 11 anni affettuoso e puzzolente).

<<Cerca di conoscere i tuoi genitori>>, dice il tizio del monologo di “The big Kahuna”, <<non puoi sapere quando se ne andranno per sempre>>.

E complice il dialogo che ho sempre avuto con entrambi posso dire di conoscerli, e posso dire anche di essere felice per loro. Non meritavano di stare da soli per sempre, anche perché, oh, son belli tutti e due porca puttena!

Come avrete capito, questa domenica mi è rimasta particolarmente impressa.

Ci sarebbero anche altre storie da raccontare, ma questa non è la sede adatta, principalmente perché non ve ne fregherebbe un cazzo, temo.

-Beppe-

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