Il suo amico.

NOTA: Ieri nel tardo pomeriggio mi sono recato alla chiesa di San Michele Maggiore a Pavia. Di seguito vi riporto una trascrizione grossomodo integrale del dialogo intercorso tra me e Gesù Cristo. Potreste trovarlo esilarante o offensivo, sappiate che in ogni caso non è mia intenzione urtare la sensibilità di chicchessia. Buona lettura.

<<Non mi trovo molto a mio agio a parlare da solo in una cripta. Infatti capiterà che più di una volta mi volterò indietro per verificare di essere da solo. Qua le persone parlano da sole convinte che qualcuno ascolti, quindi probabilmente non ci farei la figura del coglione. Ma il presentimento ce lo avrei lo stesso.

Mi paro subito il culo: non puoi dirmi un accidente per la mia indole di bestemmiatore. Non puoi perché non riconosco in te il ruolo di mio salvatore personale, dunque non mi farò impietosire da tutto questo apparato decorativo. Che poi a Catechismo non sono mai stato troppo attento, e te lo devo chiedere: perché IN RI? Non l’ho mai capito.

Così come non ho mai capito perché i tuoi emissari si ostinino a chiedere l’8 per mille. Dico io, se davvero puoi manifestarti in qualche modo, fulminali tutti, manda un altro Ali Agca, fai qualcosa figa! Non startene lì in bambola o in posizione bendicente!>>

*Nessuna risposta*

<<All’inizio dovevo venire qui solo per motivi di studio. E, bada, a patto che non presenzi a battesimi, matrimoni o funerali, penso che difficilmente ci rivedremo. La mia musa ispiratrice, però, forse per provocarmi, mi ha detto “accendi un cero alla Madonna, che male non ti farà!”

Sì, tranquillo, come vedi ho l’euro in mano, non ti lascio a mani vuote. Bella poi sta chiesa, chissà quanta gente ha visto entrare in condizioni misere. Ma, perbacco, ci sei tu in una fedele riproduzione in lamina d’argento. E tiriamocela, propugnamo ideali di povertà e poi sputtaniamo soldi in queste opere. Che poi, peraltro, mi debbo pure studiare.

Ma credimi, al di là di tutto questo, non ce l’ho con te. Questo perché sono abbastanza certo che, se tu ricoprissi davvero il ruolo che tutti ti danno, qualcuno lo avresti fatto secco. Passi il perdono, ma certa gente, da Bonifacio VIII al mio insulso vicino di casa, non ha senso di esistere.

Ce l’ho con i fondamentalisti del settore, con mia nonna che mi dice che mi perdonerai perché non credo. Qui stiamo dando i numeri.

Facciamo una bella cosa. Te l’ho promesso e lo farò: il cero te lo accendo.

Non per me.

Per gli esami non serve accedere ceri, serve arrivarci preparati adeguatamente. E questo esame ti riguarda, motivo per cui sono qui. Ma se il mio cero può dare anche una minima speranza, che possa essere di conforto a chi ha ben altro a cui pensare in Emilia.

Sul piano personale, faccio solo una constatazione. Se domani mi chiede San Marco a Venezia, penso che difficilmente mi si potrà dissuadere dalla recita della mia personalissima omelia nera. Nel caso, sei invitato.

Per adesso mi limito a riportarti i saluti dello Sfo, che sicuramente avrebbe avuto molte più cose da dirti di quante non ne avessi io. E stammi bene.>>

*Nessuna risposta*

E, inutile dirlo, l’assistente mi ha chiesto San Marco a Venezia. Esilarante.

Penso che una conversazione con Richard Benson circa i lnatale del male, ora, mi farebbe proprio bene, ma penso anche che almeno questa è andata.

Io e Dio non saremo mai amici, nonostante la ovvia allitterazione. In stanza c’è qualcuno che prega per ambedue, da cui il titolo di questo post.

Noi agnostici, purtroppo e per fortuna, possiamo contare solo su noi stessi. Ciò che mi consola, è che non dovremo rendere grazie a nessuno dopo ogni successo.

In fede,

-Beppe-

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