Cogito ergo… zelo

Nella società delle certezze, il dubbio è l’elemento che ci può portare a una sempre maggior conoscenza, anche se sappiamo che arrivare a sapere tutto o addirittura a una verità assoluta non è possibile – e ci mantiene umili, che non fa mai male.
C’è però un ambito nel quale il dubbio è un perfetto e destabilizzante ansiogeno, quell’ambito che rappresenta la prima parte del titolo di questo blog (sarebbe bastatato dire “amore”, lo so, ma sappiamo tutti benissimo quanto io sia tutto il contrario di sintetico e conciso).
Una giornata perfetta, un pomeriggio di sole, senza pensieri o preoccupazioni, con la persona che amiamo e alla quale vogliamo bene – e a un tratto, magari per una cosa da niente che vediamo, o sentiamo, eccolo: via col dubbio condito di pensiero, che porta alle paturnie, che portano all’ansia vera e propria, in certi casi. Sarà davvero come crediamo?, sarà davvero che ha detto quello che ha detto… Ma no, figurati!… Eh, però, però. E non c’è autoconvincimento che tenga, ormai.
Ma poi, c’è proprio bisogno di sapere tutto dell’altro?

Assolutamente sì.
A patto che siamo noi per primi a chiedere, se abbiamo incertezze così potenti da farci letteralmente stare male. I dubbi non si chiariscono da soli, e la persona che abbiamo di fronte non è in grado di leggerci nel pensiero.
Penso, dunque… Sono geloso. Perché la maggior parte delle volte i dubbi riguardano quello, la paura che qualcun altro possa rimpiazzarci. E nell’immaginazione, come sempre, le paure si amplificano come rumorini al buio. Certo un’altra – spesso invalicabile – paura è quella della verità, nel caso la risposta riveli fondate le nostre ansie. E allora tiriamo un respiro profondo, slarghiamo le labbra in una bella maschera sorridente e facciamo finta di niente, senza domandare più nulla, sperando che l’altra persona non si accorga di nulla. Ma per quanto tempo? E per lasciare che tutto si ripresenti quando saremo da soli, quando nonostante i nostri sforzi proprio non riusciamo a trovare nulla che sappia distrarci?

Nell’amore, a differenza che nel mondo, la verità è possibile – perché si fonda sulla fiducia con l’altra persona. E non può essere altrimenti, perché fidarsi e amare sono le due ali di uno stesso sentimento, senza le quali non si vola – lasciate perdere gli energy drink coi bovini, per cortesia.
Dubitare, domandare, ascoltare e fidarsi: così semplice al pensiero, esattamente come tutte le cose più difficili nella pratica. Anche se è ciò che possiamo – e dobbiamo fare perché un rapporto al quale teniamo davvero cresca. Possiamo anche analizzare i pro e i contro. Che cos’abbiamo da perdere? Una persona bugiarda o finta, che purtroppo scopriremo tale solo col tempo; o una “stronza” ma sincera, che per quanto ci avrà fatto soffrire “almeno” sarà stata leale, mettendo fine alla finzione. Ma ancora più importante è sapere cosa abbiamo da guadagnare: una risposta che diradi i dubbi e dissipi le ansie, perché di quella persona ci possiamo fidare, e ci fidiamo.
Nulla da perdere, tutto da guadagnare.
Sempre che noi per primi abbiamo il coraggio e la forza di impegnarci in questo “investimento a rischio”.

– Sfo –

Annunci