Storia del terzo esame

E così è arrivato anche il momento di parlare del terzo esame. Per chi si fosse perso i primi due e mezzo, è arrivato il momento di aggiornarsi seguendo questo link:

https://amoreealtrefregnacce.wordpress.com/2012/02/01/storia-di-due-esami-e-mezzo/

Era il primo febbraio. Da allora molto è cambiato. E l’esame di Storia dell’Arte Medievale assurge a linea guida del cambiamento, a indice analitico dell’evoluzione, a Pokédex della rivoluzione accademica.

Dovete sapere che, dopo aver parlato con “il suo amico” ( https://amoreealtrefregnacce.wordpress.com/2012/05/30/il-suo-amico/ ), il terzo tizio ha provato ben 3 volte, invano, a dare il modulo b.

L’ultima volta, addirittura, il Terzo Tizio veniva da un 28 in Storia del Cinema, che sembrava solo un exploit in mezzo a una accozzaglia salmastra di beffardi 22 e 23.

Le cose sono cambiate dopo le vacanze. E’ cambiato il modo di interpretare le sessioni d’esame e il modo di porsi di fronte alle nuove sfide.

Non c’era più, nel Terzo Tizio, quel timore che lo spingeva a lasciare scaramanticamente il libretto a posto.

Come direbbe Petrarca, se lo è “menato seco”. Così fu all’esame di Geografia, dove il Terzo Tizio ha strappato un altro 28.

E lì si è immaginato che forse non era un caso, che forse ci si poteva provare, che l’assalto ai Cristinmandorla e alle Maiestas Domini era ora possibile, ma tutto intorno a lui era cambiato, e pensava che l’equilibrio non fosse poi così lontano. Ma era ancora meglio evitare di parlarne, potevano essere due exploit, anche se sotto sotto il Terzo Tizio iniziava a capire che, forse, valeva un po’ di più di quanto gli avessero fatto credere le illuminatissime professoresse del liceo.

Arriviamo così a oggi, al 19 settembre. Il mercoledì da Leoni, in ogni senso.

Il Terzo Tizio era debole in 4 argomenti:

  • I dipinti murali di Castelseprio
  • Santa Maria del Fiore a Firenze
  • San Francesco ad Assisi
  • San Clemente a Roma

Su 3 domande, due sono andate a parare proprio su Castelseprio e su Assisi, ma Terzo Tizio non si è perso d’animo, semplicemente ha portato dove più gli conveniva la conversazione, riuscendo a cavare dal buco altro che ragni.

E proprio da Assisi, TT (ormai siamo in confidenza) ha capito che le cose erano ormai ben indirizzate, quando, nominando la Cappella degli Scrovegni in relazione alla Carriera pittorica di Giotto con tanto di date e luoghi, si è visto mandare a posto con un 28 sonante.

Ha puntato tutto sulla parte generale, e il risultato finale tradisce questa focalizzazione: 27.

TT si sta prendendo delle rivincite, sta mostrando il lato bello dell’Università per chi, alle superiori, ha trovato persone che, pur essendo stipendiate per insegnare un metodo di studio e preparare i loro alunni all’Università, preferiscono prendersi delle soddisfazioni puerili con dei ragazzini che non possono controbattere per via della solita spada di Damocle che pende sulle loro teste.

TT è quei ragazzi che al liceo vengono trattati da schifezze, anche se basterebbe far loro capire dove sbagliano.

Non siete dei rifiuti. Avete anche voi una vocazione, una strada. Se non la capite e vi fanno sentire una merda, stanno fallendo loro, non voi.

Dedicato a chi si barcamena per raggiungere il 6 anche contro il corpo docente.

Dedicato, in particolar modo, ad Annamaria Ronchi e Rossella Pozzi. Che stiano pure nel loro ovile a giocare ai lupi, nel mondo dei grandi le cose funzionano diversamente. Varrebbe anche per Luisa Ottonelli, ma ci arriveremo.

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