Manoscritti ritrovati: “Il consolatore”

La gente pensa…
No. “La gente” non “pensa”. La gente… La gente “crede”. Ecco, meglio.
La gente crede… A quello che le si dice di credere. Per questo non si informa: non ne ha bisogno. E si lascia imboccare di merda mentre chi tiene il cucchiaio le dice che è extrafondente. Ormai mi sono pure stufato di ridire che finché avrà telecomando, telefonino, pallone e saldi – e ogni altro tipo di placebo – succederà ben poco. Anzi, proprio un cazzo.
I miei due amici credono di avere la situazione a portata di mano. Ma penso che non andranno lontano, tantomeno i loro seguaci. Perché le loro risoluzioni non risolvono un bel niente. Ma io – oh, IO SO cosa fare. E come farlo. Beh… forse devo ancora perfezionare il
come, ma ormai non si tratta più di se ma di quando.

A che servirebbe far saltare in aria tutto il Parlamento? Dice: li fai fuori tutti in una volta, “loro”, così la smettono di rubare. “Loro”. Risolutivo quanto la pena di morte – per l’appunto. Una strategia così qualunquista non farebbe altro che lasciare seggi vuoti per i prossimi governanti, già pronti a metter radici sulle cadreghe. E in più legittimati al potere dall’attentato, dalla nuova paura della gente. Effetto Watchmen assicurato. Non può funzionare (lasciando perdere l’inadeguatezza del Bombarolo).

A che servirebbe farla pagare a un solo uomo? Qui Brecht c’entra poco o nulla, non abbiamo bisogno di un Eroe che marcisca in prigione per il resto dei suoi giorni, mentre la gente corre a comprare giornali e abiti a lutto per poter dire “C’ero anch’io, ho pianto anch’io”. Ci mancherebbe anche il martire. E poi, diciamolo, se siamo dove siamo non è tutto merito suo e non è il solo che ci ha mangiato. Decenni in cui chi ha voluto ha costruito benefici e privilegi, mattoni che hanno innalzato un muro di intoccabilità e alibi che non tiri giù, forse, nemmeno con le cannonate. E allora?, si torna alla soluzione precedente?
Certo che no. Ciò di cui c’è bisogno è altro.

Ci vuole qualcuno che conosca tutti i colpevoli. Ma proprio tutti. Iniziare dai meno noti, forse conosciuti solo nel loro piccolo – ma che nel loro piccolo non si comportano poi diversamente da quelli molto più potenti di loro. Colpirli, senza possibilità di redenzione. Non è più tempo. Se non fosse arrivato quest’uomo, avrebbero continuato a comportarsi egoisticamente e scorrettamente. Via via salire verso la cima della piramide, mentre la voce si sparge e diventa notizia, mentre un numero ormai considerevole di delinquenti lo ha incontrato. Nessuno sa chi sia, ma si sa che chi deve pagare lo sta facendo – e non in contanti. La notizia diventa paura e rivincita, a seconda del lato della barricata.
Da una parte uomini così ricchi da potersi cambiare le mutande a ogni minuto per ogni nuovo potente “scomparso” – perché non devono essere mai più ritrovati. Non solo per non essere rintracciato, niente stronzate da assassino seriale mitomane come firme e modus operandi ben in vista. Il punto è che quando non puoi vedere, immagini. E immaginare la propria fine, specie se si è colpevoli, è molto peggio che conoscerla.
Dall’altro lato, la popolazione che vede come in uno stillicidio quei colpevoli finalmente condannati. Forse lo ringrazieranno, sicuramente lo venereranno – non senza timore. Perché sì, è molto più facile temere che ringraziare.
Un Consolatore.
Un nome così confortante, quanto terrificante. Dipende sempre da che parte della barricata ti trovi.

 

 

Roba da fumetti. Anche se, forse, sarebbe l’unica via d’uscita per una situazione della quale tutti parlano male, ma nessuno pare voler fare qualcosa.

Sfo

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