Di chi è questo cane?

Quello che vi apprestate a leggere sarebbe, nelle intenzioni, un testo teatrale.
Essendo io l’autore ovviamente le cose son oandate per il verso sbagliato, così da 4 righe di testo teatrale siamo passati ad una pagina di quadernetto di… boh, qualcosa di informe, indefinito.

La cosa nasce da un curioso compito a casa assegnatoci al corso di Drammaturgia, in cui un attore ci ha distribuito dei fogliettini contenenti frasi a caso, attorno a cui sviluppare un breve testo.
Il mio lo trovate nel titolo. Buona lettura.

“Il palo della luce risalta la tonalità pastello del suo smoking azzurro. Alla sua base trova un piccolo jack russell col guinzaglio rosso, slegato dal palo. <<Di chi è questo cane?>>JRussell

Lui guarda il cane. Il cane guarda lui.

Raggiunge la sua destinazione. Non ci sono allarmi. Entra. Scardina delicatamente una finestra. Trova il cane sul davanzale.

Che profumo di magnolia, pensa, è quasi un peccato coprirlo col suo vizio.

Il protagonista si mette all’opera: ruba pochi oggetti piccoli e di valore.

Va nella cucina. Fuma una, due, tre sigarette, scenerando per terra con rigore fino a che sul parquet si materializza la scritta “Sorry.”

<<E tu che hai da guardare?>> dice il protagonista al jack russell di poco prima, che ora lo fissa in maniera complice.

L’ultimo tiro della sigaretta gli consente di mettere il punto sul parquet, ma in quel momento il cane va a rotolarsi in mezzo a quella poca cenere.

<<Fermo! Che cazzo fai? Ecco, adesso passerò per un vandalo!>>

Il cane si mette su due zampe di fronte al ladro, aspettando che, dal suo cielo a cinque dita, discenda una sorta di manna.
Lui lo prende in braccio, e con delle pacchette lo pulisce dalla cenere.

Poi recupera una scopa, riforma la scritta e se ne va, col cane al guinzaglio.

<<Di chi è questo cane?>> ”

-Beppe-

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