Cos’è l’amore

Sottotitolo: post senza pretese né risposte illuminanti.

La fai facile a dire la parola “Amore”.

Che cos’è l’amore?

Non lo so, non lo sa nessuno. L’amore e il tempo sono le uniche due cose per cui non si può trovare definizione pratica e, guarda caso, sono anche strettamente legate tra di loro.

Senza il tempo, l’amore è un seme di ginestra che rimarrà tale in un deserto inospitale.

Senza l’amore, il tempo è un vacuo scorrere di giornate.

Non si può ricondurre a formule matematiche un sentimento tanto complesso e sfaccettato, si può solo tirare a indovinare per tirar fuori delle cose sensate. Io ho notato però due costanti: la costante X e la costante Y, due tipi di sentimento completamente diversi, legati tra loro dal fatto che si desidera solo la persona amata.

Perché X e Y? Anzitutto perché sono incognite, poi perché sono convinto che ci siano abbastanza spiegazioni da poter arrivare dalla lettera A alla W con relativa facilità.

C’è la forma d’amore più potente di tutte, a mio parere, la scrittura. La scrittura di un sentimento che non si realizzerà, la scrittura di chi si inventa la propria metà plasmandola su una persona che esiste, ma che non può essere sua. Chi vi scrive ne ha fatto personalmente le spese.

Un amore talmente umano che non si realizza neanche per iscritto.

Prendete tutta la grande letteratura, italiana e non. Siamo pieni di esempi simili.

Mi sono trovato a chiedermi perché, e la risposta è quanto di più semplice ci possa essere.

Avete mai desiderato qualcosa che già possedete? No, e andiamo, non contiamoci stronzate.

L’amore di tipo X è desiderio ed è scrittura, è l’essenza stessa della scrittura.

La scrittura non è quella cosa che decidi a tavolino, che imposti, proprio no. In nessun caso, particolarmente in questo.

La scrittura è quella cosa che ti esce senza pensare; ti aggredisce durante un afoso pomeriggio o un vuoto fine settimana, ti fa aprire Word senza che tu manco te ne accorga, e ti fa scrivere encicliche senza che tu manco te ne accorga.

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È comoda. Non devi pensare a punteggiatura e sintassi. I concetti non li pensi neanche mentre li scrivi; li butti giù di getto. Se son giusti, ci pensano da soli a trovare espressione comprensibile.

Scrivere la persona amata è dunque quella che possiamo definire la costante X dell’amore.

E la Y?

La Y è, molto semplicemente, l’amore puro e incondizionato, quello che subentra quando il fuoco della passione smette di bruciare.

Il fuoco ha due effetti: incenerisce e forgia. E checché se ne possa dire, non ci sarà mai l’artista che potrà dare del tu al fuoco, proprio no.

Sei in una relazione. Bene. Stai attraversando il periodo passionale. Meglio.

Per il prosieguo puoi solo sperare che la passione abbia forgiato te e la tua metà, e che il vostro sentimento ne esca forte, vivido e propositivo. Che si voglia il meglio l’uno per l’altro, e che si provi ad essere questo meglio. Secondo me, il segreto risiede parzialmente nell’egoismo.

Non è essere ciò che l’altra persona vuole a fare di noi amanti perfetti, al contrario quella è snaturazione. È merda.

Bisogna essere ciò che noi pensiamo sia il meglio per chi ci sta accanto, essere ciò che vogliamo per chi desideriamo.

Quello, secondo me, è il segreto di una storia che riesca a funzionare al di là della passione.

Quando questo sentimento viene meno, le coppie scoppiano. Ho visto svariate coppie insieme da lustri scoppiare per questi motivi. Brutte storie che diventano occasioni per nuovi inizi.

Reinventarsi non è ipocrisia nei confronti del prossimo, ma una forte operazione di autocritica: “ok. Non andavo bene. Ripartiamo da dove ho sbagliato.”

E io ammiro tutti coloro che sappiano reinventarsi e che sappiano essere ciò che desiderano per il partner. Perché sono gli stessi che, nel farlo, ci mettono un’empatia che, un giorno, spero di arrivare a possedere.

Anche se ora non è la mia principale preoccupazione.

NOTA: questo sminchione non è stato scritto ex abrupto, ma è figlio di una riflessione scaturita dopo un vivace dibattito con una ragazza che sta studiando Dante per un esame universitario.

Per quel che vale, Anna, questo post è qui anche come una sorta di talismano. Andrà benone, vedrai.

-Beppe-

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