Conti in sospeso col destino

Quello di Storia Contemporanea doveva essere un esame-coronamento di una serie non solo di studi, ma anche di riflessioni personali condotti sulla disciplina. La cosa si è conclusa in una Waterloo, principalmente perché sono stronzo, ma questo lo avrete capito nella miriade di post precedenti a questo.

Ne sono successe tante in questi giorni. Piccolezze che, sommate, avrebbero messo a dura prova la pazienza di chiunque. In effetti, visto il mio temperamento caldo e impulsivo, mi chiedo com’è che non stia andando in giro con un martello da guerra a seminare Krieg per le vie del centro di Alessandria.

Andiamo con ordine.

Giovedì 25 giugno, il mio computer decide senza un motivo valido che non vuole più funzionare come si deve. Sono costretto a formattarlo. Reinstallo quella schifezza di Windows 7, dimenticandomi di metterci i driver per wifi e ethernet. Risultato: sono escluso da internet e senza driver e, conseguentemente, il pc è inutile. Mi dispiace partire lasciandolo in quello stato, ma l’ora X è quella delle 9 del mattino e non ho alcuna intenzione di tardare.

L’intenzione però dovrà scontrarsi con la realtà: ironicamente, l’ultima cosa captata dal mio orecchio prima di tapparsi completamente è un beffardo “ci scusiamo per il disagio” stile Trenitalia, partorito dalla mia immaginazione.
La mattinata di venerdì, che si sarebbe dovuta articolare tra le 8 e mezzogiorno tra partenza e conclusione con pranzo in terra francese, si è invece protratta nel Bel Paese fino alle 11:30, con me che davo la caccia ad un otorino che mi traesse d’impaccio.

Ora che è finita, dico tra me e me, possiamo finalmente partite. La France, quelle terre joyeuse. E te pare?

Arriviamo venerdì, posiamo i bagagli e andiamo in spiaggia. Nella fretta, non ditelo a mio nonno, ho dimenticato le chiavi della BMW dentro la BMW. Aperta. Per una giornata. E quando le ho ritrovate, nella mia testa risuonavano le note di “fono un ragaffo fortunato”, nota canzone di Jovanotti.

Quelle chiavi non le avrei più dovute rivedere per almeno 5 o 6 giorni, ma il destino mi ha tirato uno scherzo veramente beffardo.

Il mal di gola mi sta uccidendo, di comune accordo col mal di testa. Anche se è sabato, per me uscire è impossibile. Rimango a casa, rosicando nel vedere gli altri che vanno a far serata. Con la speranza di riprendermi. Ma non andrà così.

Il giorno dopo sono addirittura costretto ad andare in Pronto Soccorso, e le prescrizioni del dottore sono fantozziane: antibiotici (che fa rima con niente alcolici) per una settimana, niente sole per tre giorni, niente cibi o bevande fredde per tre giorni, niente cibi salati per due. Non mi resta che andarmene.

Io avevo bisogno di queste vacanze, ma questa sfiga inspiegabilmente non mi ha turbato. Sarà che di carne al fuoco ce n’è ancora, sarà la vicinanza che molte persone mi hanno fatto sentire, ***AUTOCENSURA*** Ma non divaghiamo.

Fatto sta che adesso il pc è a posto, e vi sto scrivendo proprio attraverso quello scassone che da giovedì non voleva saperne di funzionare. La mia gola, complice quella figata che è il Paracetamolo, sta convincendosi a darmi tregua. Era ora. Le orecchie non sono più un problema.WP_001154

Ecco, non posso dire con certezza assoluta che le mete che raggiungerò nei prossimi giorni mi riserveranno giornate prive di qualsivoglia problematica, cazzo no, con la sfiga che ho è già tanto se non mi rompo qualche arto da qui a settembre.

Ma risolvendo tutti i conti in sospeso, sicuramente si parte a cuore più leggero.

E il conto può presentartelo un pc che non è a posto, una gola vulnerabile all’aria condizionata, un destino che ha cercato di avvisarti in tutti i modi che la tua meta per queste vacanze sarebbe stata un’altra.

Io, alla faccia di questo destino, una sbronza venerdì me la son presa. Ora tornerò a rispettare le sue volontà.

Con la ferma convinzione di avere un grosso credito nei confronti del Karma. E che questo salderà.

-Beppe-

Postfazione: ho ritenuto opportuno applicare un’autocensura per motivi personali. Mi piacerebbe poter scrivere liberamente, ma qualche precedente poco incoraggiante mi spinge a perseguire questa linea. Sono sicuro che io e lo Sfo escogiteremo il modo di mostrarvi il contenuto della stessa. Da una parte è frustrante non sentirsi liberi di pubblicare ciò che si vuole, dall’altra penso che potrebbe essere un mio vincolo mentale personale. Chiedo scusa.
A voler essere del tutto sinceri, comunque, non è che la frase che ho omesso fosse poi così rilevante ai fini dell’economia del post. O forse sì

Annunci