Svolte

Quando affido certi pensieri a questo blog, la mia vita solitamente va a puttane per qualche mese. Visto che sento la necessità inderogabile di farlo, vi avverto solo che lo sto facendo con cognizione di causa.

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Avete presente quando venite colpiti da un fulmine? Ecco, dimenticate questa metafora. Il fulmine è arrivato, ma diciamo che la gestazione che ha avuto non lo ha fatto arrivare esattamente a ciel sereno.
Succede che sono un’anima vagabonda. Ma per chi mi conosce questa non è una notizia. Il fatto è che, da tempo, mi interrogavo circa l’utilità di fare la specialistica, magari qui a Pavia, e adesso ho capito. Ho capito di essere arrivato alla fine del mio percorso. Sto scrivendo una tesi che, se confermerà le aspettative, diverrà una tesi della madonna.
Ho una voglia matta di girare il mondo. Ecco, questo è il punto. Che è collegato in parte anche alla laurea. La laurea è propedeutica, e spero che queste due cose (tesi e viaggi) possano darmi abbastanza determinazione da mangiarmi i fottuti libri, Storia Contemporanea in testa anche perché ne ho i coglioni pieni.
E poi? Cosa resterà? Resterà verosimilmente un laureato in Lettere Moderne, un’ottima qualifica per fare il lavapiatti. Ma quantomeno non in Italia. Volterò le spalle ad un paese che mi ha aiutato e sostenuto poco (anche se non posso dire altrettanto del mio amato ateneo). Voglio vivere in nuovi posti e conoscere persone diverse, sento che ogni parte del mondo ha un cuore pulsante e un’esperienza che mi aspetta. Non ho mai visto Barcellona, Berlino, Londra, Oslo, fanculo in 24 anni ho girato eppure mi mancano tutti questi posti.

Basterà un lavoro a breve termine, giusto una stagionalità, e via verso altre mete.
“Breve termine”. Questo è sempre stato un leit motiv della mia vita. Ma ancora non riesco a capire se sia una prigione o l’essenza stessa della libertà.

Perdonate questo ennesimo post inutile che vi ho propinato.
Ora mi siedo comodo ad attendere il butterfly effect che questo post, inevitabilmente, genererà.

E dire che ero partito a 14 anni con l’idea di fare il giornalista.

-Beppe-

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