Cara Sorella

Cara Sorella, oggi è il tuo compleanno e volevo dirti tante cose.

Te le avrei volute dire di persona, ma ieri sera mi sono sbronzato nero e non sono nella condizione di uscire di casa.

Cara Sorella, tra le cose che volevo dirti c’è che mi dispiace averti un po’ persa, ma anche che ogni tanto potevi rispondermi al telefono. O richiamarmi. Ci ho provato una, due, tre volte. Alla quarta, ho lasciato perdere e mi sono arreso al fatto che, probabilmente, non riusciremo mai ad essere vicini come di solito lo sono i fratelli tra di loro.

Cara Sorella, so che di recente sei stata poco bene, le ultime notizie che ho avuto di te ti davano ancora in ospedale. Non so se abbiano finalmente trovato la causa dei tuoi problemi, spero per te di sì, e che magari mi faccia sapere qualcosa.
Ma, cara Sorella, in ogni caso ti do un consiglio che spero possa esserti d’aiuto: sii più positiva.

Ne hai passate tantissime e sei ancora qui, hai una splendida famiglia e tre figli meravigliosi, goditi tutto ciò che sei riuscita a costruire nonostante le tante sfortune che hai avuto, e la mattina, quando ti alzi dal letto, sorridi. Che quando lo fai sei bellissima.

Cara Sorella, ho notato che io e te non abbiamo foto insieme. E vorrei dirti che rimedieremo, ma la realtà è che sarà un gran casino. Almeno fino a febbraio, dopo i miei esami, sperando di trovarti a casa, vedremo di rimediare.

Cara Sorella, volevo solo dirti che mi manchi e che mi mancano i tuoi figli, e mio cognato.
Che non mi sono arreso nel cercare di avere un rapporto più continuo con te.
Che quando mi chiedono di te rispondo stizzito perché di perderti dopo averti recuperata quasi per caso, proprio, non mi va giù.

Volevo dirti anche tante altre cose.

Ma forse un giorno riusciremo a raccontarcele di persona.

Buon trentacinquesimo compleanno.

Enrico

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