Non smettete di crederci

Se guardo indietro, all’inizio di questo 2013, stento a credere che tante cose siano potute accadere in 365 giorni nella mia vita.

All’inizio di quest’anno mancavano 12 esami alla laurea, una chimera quasi irraggiungibile.
Alla fine di quest’anno me ne mancano 4, e la media è stata del 27,1 periodico. Non ci avrei mai creduto se me lo avessero detto, dovevo vedere coi miei occhi.

Dovevo vedere coi miei occhi i tre esami sostenuti il 15 gennaio.

Dovevo vedere coi miei occhi l’universo che mi si è aperto dopo aver fatto determinate scelte.

Quest’anno mi sono follemente innamorato, quell’amore assolutamente unilaterale che fa bene, che fa male, che fa bene, che fa male, che fa bene, che fa male, che fa male, che fa bere. [Bella Piero]

E non è mica tutto qui.

Sono andato a Praga a morire per poi rinascere tornando qui, mi sono circondato di gente bellissima con cui trascorrerò un grande capodanno, ho passato una notte in pronto soccorso per assistere una perfetta sconosciuta, ricevendone in cambio una delle storie più belle della mia vita. Un po’ come quella volta che, senza stare troppo a pensarci su, ho scambiato la mia maglietta con un Jordan in stato di grazia, che voleva assolutamente la mia maglietta di Del Piero in cambio della sua jersey del Celtic.

Un po’ come quella volta in cui decisi che avrei tentato un esame di Drammaturgia semplicemente scrivendomi un canovaccio e recitandolo a professoressa e attore/assistente.

Un po’ come quella volta in cui decisi che una tonsillite non mi avrebbe fermato, e chiamai Larenzi alle 22 per dire a lui e agli altri che, entro l’una, saremmo stati in discoteca a Juan Les Pins. Chiamavo da Alessandria, ci arrivai, e fu l’after ad oggi più bello della mia esistenza.

Ho rafforzato i miei legami un po’ con tutti al venir meno di uno forse troppo stringente e ho imparato a credere ciecamente nel mio istinto, in me stesso.E ho capito quanto la vita sia breve per odiare, incazzarsi o farsi il sangue marcio. Io amo con la ferma consapevolezza di esser ricambiato. Non sempre da chi vorrei, ma l’amore non è una valuta: non si può usare per averne un tornaconto.
Iniziate a darlo e in qualche modo vi tornerà indietro.

Sia serenità interiore, sia lealtà da parte di persone di cui mi fido.

Casimiro (mio padre, nd Beppe) dice sempre che, fuori dai confini familiari, a nessuno frega un cazzo di te. E, beh, sento fermamente di poter dire che Casimiro si sbaglia.

Ho chi mi porta i dolci a casa, ho chi in 10 secondi si fa 50km per assistermi nel momento del bisogno, ho anche chi alle 3 del mattino viene a casa mia mentre gioco a Final Fantasy 8 per riversarmi fiumi di parole che ascolto con un sentimento ibrido tra rammarico e orgoglio. Perché io ci sono e sono il primo da cui vanno certe persone nel momento del bisogno vero, quello che necessita di spalle forti e solide su cui poggiare le gambe di un corpo mai reso tanto fragile dall’anima.

Augurare un buon 2014 avrebbe un’utilità relativa. “Buon anno” è un’espressione che può voler dire tutto e niente. Ogni anno si cerca di costruire un presente o un futuro migliore per se stessi e per quelle persone a cui si vuol bene.

Per questo io non augurerò nulla del genere. Ma un consiglio lo do, perché su di me ha funzionato.

Quale che sia la vostra aspirazione, non smettete di crederci. Mai.
E’ stato un leit motiv del mio 2013. Non ho mai smesso di credere nella mia carriera universitaria, nella radio, nella redazione di Inchiostro, che ho avuto il piacere e la fortuna di guidare con persone disponibili e competenti, e che ho lasciato in mano a persone che miglioreranno quanto già costruito da noi.

Non smettete di crederci, perché crederci significa impegnarsi a fondo per raggiungere un obiettivo.

I risultati più grandi e più ricchi di soddisfazioni conoscono sempre fasi di stallo e non sono mai successi immediati, ma se con tutti i cazzi che abbiamo riusciamo a scendere dal letto posando il piede sul suolo e allargando la bocca in un sorridente sbadiglio, la giornata comincia in discesa. Poi ci rendiamo conto di avere un alito da codice penale, ma non è nulla di irrisolvibile.

E insomma, immagino che ne avrete le palle piene.

Quindi per questo imminente 2014 vi auguro di costruire. Di fare qualcosa di utile, di bello, di grandioso e di cogliere appieno il sapore delle piccole vittorie.

Ma soprattutto, questo è il più grande auspicio per me e per tutte le persone a cui tengo, non smettete mai di crederci.

[La versione classica del classico dei Journey trovo dia quella marcia epica in più a un post altrimenti troppo sconnesso e disordinato].

-Beppe

PS: a te che mi hai dato tantissimo e mi hai fatto raggiungere risultati impensabili. A te che mi hai visto crescere così tanto, sempre col sorriso, perché non è con i bestemmioni e gli sguardi torvi che si combinano grandi cose. A te, 2013, il più sentito ringraziamento per tutto ciò che ho avuto in quest’annata memorabile.

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