Contro la selezione all’ingresso

Oggi, con una cara amica di vecchia data, è venuto fuori a seguito di un delirio un discorso su cui ho riflettuto a lungo.

Il casus belli è stato il modello stereotipico che incarno su questo blog: “finita la sessione d’esami ci provo con tutte, niente selezione all’ingresso”. Lei mi ha rimproverato come si rimprovera un amico dell’altro sesso le cui idee non ci trovano d’accordo: “Al tuo fianco puoi avere una persona in gamba”. E come faccio a saperlo a priori se una persona sia in gamba?

E fare selezione all’ingresso cosa significa, poi? buttafuori_web--400x300
Ci prendiamo solo quelle col faccino carino. Delle tette ci frega poco, ma sul culo non si transige eh: sodo e privo di cellulite. Essendo il culo una diretta conseguenza delle gambe, anche queste saran magnifiche. Ah e deve avere un bellissimo sorriso.
E uno sguardo magnetico. E i capelli voluminosi e mossi. Ma se ne trovo una così, al 99% sarà scema come una cazzuola. E nel restante 1% dei casi è inarrivabile dunque manco ci provo.

Ora, ditemi, ha senso fare tutti questi ragionamenti?

A me piace che le persone mi stupiscano. Sono un attento osservatore. Se sei nei miei paraggi, in cinque minuti so tutto ciò che di te si può capire dai libri che metti sul tavolo, da come ti curi la barba e da ciò che indossi.
Sono un presuntuoso, direte, ma aspettate.
A me piace fare tutto ciò per crearmi delle aspettative. E, come dicevo prima, mi piace che le persone mi stupiscano, mi piace veder sovvertiti tutti  i sistemi mentali che mi ero costruito, mi piace l’imprevedibilità di chi mi sta di fronte.

Questo significa “niente selezione all’ingresso”.
Non significa svalutare la merce.
Per quanto riguarda la mia amica, al suo “meriti una persona in gamba”, le ho fatto presente che “L’ultima volta che ho fatto selezione all’ingresso son finito con la mia ex”.
Significa che in ogni caso le minchiate le facciamo; quindi perché rifiutare di aprirsi all’idea che possiamo apprezzare una persona con cui mai avremmo immaginato di trovarci?

Chi più chi meno, in fin dei conti, tutti per un qualche motivo siamo belli. Qualcuno avrà il sorriso, qualcuno gli occhi, qualcun altro il fisico o l’acutezza, o la creatività.

È questo quel quid che manca forse a troppe ragazze (io guardo nel mio orto, estendete il ragionamento al vostro sesso prediletto ovviamente), ed è ciò che spiegavo oggi ad un’altra mia amica: “Tutte sono in grado di fartelo venire duro, ma quelle veramente belle ti impegnano qua”, dico battendo con decisione il dito indice sulla parte destra della mia fronte.

Con questa breve e scontata riflessione auguro tanta felicità a tutte le coppie vere e genuine, un buon san Valentino a chi ne fa parte perché è un privilegio trovare una persona che sia anche una sfida quotidiana. Ma allo stesso modo faccio gli auguri anche a quelle persone sole e in debito d’autostima, perché se credete di avere qualcosa di sbagliato, se non altro avete una capacità autocritica che vi rende a tavolino persone migliori di buona parte tra quelle che conosco.

Abbiamo tutti un gran numero di difetti. Ma ogni mattina, quando ci guardiamo allo specchio, cerchiamo di trovare ciò che ci rende splendidi. Vale per tutti, è più facile di quanto pensiate. Buona serata.

-Beppe

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